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Pensioni. Quattordicesima estesa: ma per 7 su 10 è un regalo

ROMA – Pensioni. Quattordicesima estesa: ma per 7 su 10 è un regalo. L’accelerazione impressa dal governo al progetto di estendere la platea dei pensionati che hanno diritto alla quattordicesima, ripropone la riserva espressa dal presidente dell’Inps Tito Boeri. E cioè: sarebbe un regalo agli evasori o comunque a chi non fa parte della fascia meno fortunata che ha necessità di un sostegno ulteriore. In sostanza, “va in sette casi su dieci a persone che povere non sono”.

Questa obiezione è sostanzialmente basata sul fatto che ai fini dell’erogazione della quattordicesima viene considerato il reddito complessivo degli interessati, ma su base individuale e non familiare. Quindi la somma aggiuntiva può essere erogata anche a chi ha un coniuge relativamente benestante. La situazione è descritta più dettagliatamente in una tabella inclusa nello studio presentato lo scorso anno dallo stesso Boeri e intitolato “Non per cassa ma per equità”. (Il Gazzettino.it)

Tito Boeri (Inps): “7 su 10 poveri non sono”. “Se si vogliono aiutare i pensionati poveri è bene guardare al reddito familiare, non al solo reddito pensionistico individuale, come fa la quattordicesima che, proprio per questo, in 7 casi su 10 va a persone che povere non sono. Meglio aumentare le maggiorazioni sociali, che guardano all’insieme dei redditi familiari, o, ancora meglio, selezionare i beneficiari con l’Isee, coerentemente con quanto ci si propone di fare nel disegno di legge delega sul contrasto alla povertà. Sarebbe un altro tassello verso la costruzione del Sia o reddito minimo”. Queste le parole del presidente dell’Inps, Tito Boeri, in un’intervista al Sole 24 Ore.

In merito all’anticipo pensionistico, “penso sia giusto consentire a lavoratori una certa libertà di scelta, se non grava sulle generazioni future, ciò non fa aumentare il debito pensionistico. Purtroppo la stessa Ape, con i bonus fiscali previsti per cancellare ad alcune categorie di lavoratori le rate di ammortamento, finirà per creare debito aggiuntivo”, osserva Boeri, secondo cui “è bene che le categorie cui concedere il bonus siano circoscritte e scelte con cura”. “Se il bonus venisse concesso solo a chi ha redditi familiari bassi – esemplifica Boeri – l’Ape diventerebbe una specie di reddito minimo per quella fascia critica di lavoratori che faticano a rimanere sul mercato del lavoro e sono a rischio di povertà. Il bonus sarebbe quindi un primo tassello di quel Sostegno di inclusione attiva (Sia) universale che il governo ha dichiarato di voler costruire”.