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Pensioni, stretta sulla reversibilità? Misura ancora in Def

ROMA – L’intervento di razionalizzazione delle pensioni di reversibilità è ancora presente nel testo del decreto delega sulla povertà, circostanza che fa pensare che il giro di vite su quei trattamenti non è stato accantonato definitivamente. Nonostante le rassicurazioni del Governo in senso contrario, seguite alla reazione di sindacati e opposizioni (da minoranza Pd a Lega).

Cesare Damiano ha precisato oggi che il riferimento sarà cancellato da un emendamento della Commissione parlamentare Lavoro della Camera. Damiano ha dato un giudizio positivo dell’intero Def specie sul riferimento alla flessibilità in uscita. Non sulla reversibilità.

“Negativo, invece, – spiega – per quanto riguarda la parte del provvedimento sulla povertà, è il permanere di un riferimento alla razionalizzazione degli interventi anche di natura previdenziale. Noi cancelleremo, con un emendamento, il testo della Delega sulla povertà che allude ad un intervento sulle pensioni di reversibilità e lo faremo, a questo punto, anche per il DEF”.

“Poiché il Governo ha dichiarato, a partire dal Premier Renzi, di non avere alcuna intenzione di toccare la reversibilità, dovrebbe essere più attento e conseguente quando redige i testi dei provvedimenti”, conclude.

Pensioni reversibilità, riordino in base all’Isee. Secondo il testo del decreto, interessati dalla razionalizzazione non sono solo le pensioni di reversibilità: ci sono tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali (assegni sociali e integrazioni al minimo reddituale) legate al reddito. Esclusi in modo esplicito dal riordino solo i trattamenti di invalidità. Gli eventuali risparmi ottenuti finiranno in un fondo per il sostegno alla povertà.