Economia

Pescatori contro Governo e Ue per le sanzioni sulla pesca sottomisura. Sciopero ad oltranza

Pescatori contro Governo e Ue per le sanzioni sulla pesca sottomisura. Sciopero ad oltranza

Pescatori contro Governo e Ue per le sanzioni sulla pesca sottomisura. Sciopero ad oltranza

GENOVA – Pescatori in lotta contro il Governo. Dopo la manifestazione di martedì 28 febbraio davanti a Montecitorio e le proteste al nuovo mercato del pesce di Genova, i pescatori liguri hanno annunciato uno sciopero ad oltranza, che si concluderà soltanto se il Governo “farà marcia indietro”, come ha chiesto l’assessore regionale Stefano Mai, sulla normativa che depenalizza le infrazioni per la pesca sottomisura, facendo schizzare alle stelle le sanzioni.

Nel mirino dei pescatori liguri (ma non solo) ci sono le direttive dell’Unione europea e l’articolo 39 della legge del Parlamento italiano numero 154 che che introduce rilevanti modifiche al sistema delle sanzioni per pesca sottomisura.

Tra le novità più importanti c’è la depenalizzazione della pesca, della detenzione e della vendita di pescato sottomisura, che viene punita con una multa tra i 1.000 e i 75.000 euro e con la sospensione dell’esercizio commerciale da 5 a 10 giorni. Misure inasprite se riguardano il tonno rosso e il pesce spada: in questi casi si ha il raddoppio della multa e viene sospesa la licenza di pesca per un periodo da tre a sei mesi.

Stangati anche gli amanti della pesca sportiva: chi cattura in un giorno più di cinque chili di pesce viene multato con un minimo di 500 euro fino a un massimo di 50.000 euro. Anche in questo caso è previsto un raddoppio della sanzione se la violazione riguarda tonno rosso o pesce spada.

Oggi, venerdì 3 marzo, i pescatori liguri hanno indetto un corteo in piazza Cavour a Genova, spiega il Secolo XIX. Una manifestazione che è solo l’ultima di una serie di misure prese per cercare di fermare questa legge, come spiega il quotidiano ligure:

A Santa Margherita Ligure, la più importante marineria della Liguria per la pesca a strascico, le imbarcazioni non escono da martedì. In banchina, le ragioni si fanno sentire chiare: «Rischiamo 75 mila, 150 mila euro per un pesce sottomisura. E allora chi ha truffato le pensioni e i risparmi degli anziani cosa dovrebbe pagare? Noi lavoriamo, paghiamo le tasse. Non è pensabile una multa da 75 mila euro per una triglia sottomisura» dice Benedetto Carpi, presidente della Cooperativa Fra Armatori e Pescherecci di Santa Margherita Ligure.

I pescatori di “Santa” dicono di capire la Brexit: perché le regole dell’Europa, calate dall’alto, «accomunano zone di pesca diverse, senza distinzioni. Noi abbiamo un modo di pescare che rispetta le risorse. Vorrei, e sono pronto da subito, che a bordo con me salisse un biologo marino». Intanto: i pescherecci sono fermi, non escono in mare.

Giovedì la protesta è andata in scena al porto di Sanremo, dove una cinquantina di pescatori arrivati da tutta la Liguria hanno cantato cori e innalzato striscioni con slogan contro la legge 154

Pescherie, ristoranti e alberghi temono che presto dovranno ricorrere al pesce surgelato o proveniente da altri mari, se la situazione (e lo sciopero) non si sbloccherà.

 

 

 

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