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Petrolio in Brianza/ Gli australiani di Po Valley pronti a trivellare nel Parco del Curone

Alessandro Marchetti (Scuola Superiore di Giornalismo Luiss)

Sarà degli australiani il petrolio della Brianza. Per i contadini dei paesi attorno al Parco del Curone (provincia di Lecco), dev’essere stata un incubo la recente fiction su Enrico Mattei. Loro che in questi giorni scoprono che presto i terreni verranno trivellati a 6mila metri di profondità, dove un giacimento di petrolio aspetta solo di essere scoperchiato. Seimila metri per il petrolio e duemila per trovare gas metano. Questa l’entità della perforazione, prevista dal progetto presentato dalla società Po Valley nell’oasi del Curone.

Se ne occupa il quotidiano La Stampa con un reportage di Giovanni Cerruti: la notizia era già circolata nell’estate 2008 quando la società Po Valley, approdata in Brianza dall’Austrialia, decise di riprendere le ricerche che per anni portò avanti proprio l’Agip di Mattei. Nel 2001 l’Eni aveva tutto pronto. Ma al momento di dare via libera ai permessi per trivellare le colline, la Brianza si oppose: da Cernusco Lombardone a Olgiate passando per Airuno, Casatenovo e Colle Brianza fu un coro di no. Ora l’impianto, che si estenderà su un’area di 31 chilometri di Parco, è oggetto di interrogazioni parlamentari e proteste al Consiglio regionale della Lombardia.

Una faccenda che però la politica locale sembra rincorrere viste le dichiarazioni del presidente della provincia di Lecco. «È da un anno che ogni settimana chiamo il ministero per sapere se ci sono novità, mi hanno sempre detto di stare tranquillo. E invece hanno deciso quasi di nascosto», dichiara Marco Molgora della Lega Nord.

13 maggio 2009 17:39 | Economia

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6 commenti a “Petrolio in Brianza/ Gli australiani di Po Valley pronti a trivellare nel Parco del Curone”

  • Pietro scrive:

    La notizia di certo solleva molte perplessità sulla
    opportunità data a questa società;di certo se ci saranno benefici questi saranno solo per pochi e non di certo per i molti che nella zona si vedranno anche costruire la nuova autostrada.
    Il sito della ditta Po Valley si riporta che gli scavi nella zona di Rovagnate saranno su grande scala, prevediamo quindi che il territorio sarà fortemente compromesso.La vita però ci insegna che non solo il profitto deve essere l’ unico nostro obbiettivo.

  • [...] Giovanni Zardoni, vicesindaco di Cernusco Lombardone, uno degli enti locali coinvolti nel possibile trivellamento del suolo intorno a Lecco da parte degli australiani della “Po [...]

  • eleonora scrive:

    Non capisco come si possa fare a degradare in questo modo un’area tanto bella!
    Possibile che non si possa fare nulla?
    La salvaguardia dell’ambiente dovrebbe essere la prima responsabilità di ogni persona che vive e respira

  • silvia fumagalli scrive:

    PADRONI DI CHE?

    Valfredda, domenica mattina. Tre coppie di gruccioni svolazzano sopra un pascolo a caccia di insetti, posandosi, tra una incursione e l’altra, all’estremità di un ramo di ciliegio, a due a due. Bellissimi uccelli africani dal piumaggio vivacemente colorato, in rotta migratoria verso il nord, alla ricerca di un luogo dove nidificare. Hanno percorso migliaia di chilometri e non sembrano nemmeno stanchi. Paiono così a loro agio, su quel ciliegio isolato, mentre fanno rifornimento. Li osservo appoggiata sulla staccionata del sentiero, e penso che non hanno avuto bisogno di nessun petrolio per il lungo viaggio, loro. E penso anche: ma cosa c’entra lo slogan “padroni a casa nostra” in questa storia? Padroni di che, scusate? Casa nostra di chi? Padrone. Una parola dal suono arrogante, attenti che se le si cambia una vocale diventa “predone”. Casa nostra. Anche qui, attenti che se cambi una vocale diventa “cosa nostra”. E se il tizio che cerca petrolio nel Parco del Curone fosse un ricco brianzolo invece di un australiano, allora non ci sarebbe nessun problema? Se quel ricco brianzolo comprasse tutto il Parco a suon di miliardi, sarebbe padrone a casa sua, e allora? Casa nostra. Che pretese. La natura deve essere per forza di qualcuno? Quel ciliegio di chi è? Possiamo guardarlo? E quel castagno alto trenta metri? E il fresco del bosco, di chi è? Il vento solleva le foglie e diffonde profumo di robinia: chi devo ringraziare, per quel suono lieve, e quel profumo dolce? E quei sei gruccioni che sono passati da qui, di chi sono?
    Noi non siamo padroni di niente. La natura non deve avere padroni, non può essere comprata, non ha prezzo. Dobbiamo lasciarla ai nostri figli, come i nostri padri l’hanno lasciata a noi. Sovvertiamo la teocrazia del dio denaro. Di là non porteremo nulla, qui lasceremo ciò che abbiamo fatto. I gruccioni fanno fuoriuscire il veleno delle prede velenose prima di ingoiarle, noi liberiamoci dalla velenosa sete di denaro. Ricordiamo il monito dei pellerossa: “Quando avrete inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo pesce, ucciso l’ultimo bisonte, solo allora vi accorgerete che non potete mangiare tutto il denaro accumulato nelle vostre banche”

    Silvia Fumagalli 24 maggio 2009

  • [...] comitato “N0 al pozzo” ce l’ha fatta: la società Po Valley non scaverà nel cuore del parco della Brianza lecchese [...]

  • Gra fra scrive:

    Sei fantastica chi meglio di te avrebbe potuto descrivere meglio la situazione.
    Grazie
    FORZA MOBILITIAMOCI

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