TAG: ance, edilizia sociale, iacp, legambiente, mutui agevolati, new town, palazzine, piani regolatori, piano casa, social housing, villette, wwf
Quanti piani casa ha varato il governo? Un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore ne conta tre: uno destinato ai proprietari di villette e palazzine, uno strizza l’occhio all’edilizia sociale, ed infine il terzo, che prevede l’edificazione delle cosiddette “new town” e mutui agevolati per le coppie giovani.
Dei tre piani, quello nello stato più avanzato è il primo, che sarà attuato su edifici già esistenti, ed è pertanto considerabile un piano per il rilancio dell’edilizia. La definizione dei dettagli è demandata alle normative locali e in 12 regioni presto si potrà dare il via ai lavori; nelle altre, invece, bisognerà attendere il varo delle leggi.
Il nodo principale della manovra riguarda la possibilità di costruire grazie a deroghe sui piani regolatori locali. L’approvazione del documento è caldeggiata dall’Ance e dalle associazioni locali dei costruttori, mentre ha scatenato le critiche da parte di Legambiente e Wwf.
Il secondo piano casa è stato avviato a luglio con lo stanziamento di 350 milioni di euro per l’edilizia sociale. Questi soldi saranno destinati a chi non riesce a sostenere la rata del mutuo o il canone d’affitto: i destinatari sono dunque giovani, anziani, famiglie sotto sfratto, immigrati. L’obiettivo finale è quello di realizzare 100.000 alloggi in cinque anni.
Questo secondo piano servirà ad attenuare la differenza nel “social housing” tra l’Italia e gli altri Paesi europei: da noi il 4% delle case è in affitto sociale, mentre la media europea è del 16%, con punte del 35% in Olanda e del 30% in Germania.
Infine, il terzo piano punta alla realizzazione delle “new town” ed è destinato essenzialmente a giovani coppie. Il progetto prevede l’utilizzo di aree demaniali e di edifici ex Iacp, che potrebbero essere venduti ai giovani o sostituiti da nuove costruzioni. Anche gli interventi di questo piano dovranno essere concordati con gli enti locali.
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