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Pil, Confindustria taglia stime: correzione manovra vale 16 mld

ROMA – Pil, Confindustria taglia stime: correzione manovra vale 16 mld. Nel 2016 è atteso un incremento del Pil dello 0,7% (a giugno era 0,8%), nel 2017 dello 0,5 (era 0,6%): il centro studi di Confindustria, dopo il taglio di giugno, consegna oggi previsioni macroeconomiche aggiornate che confermano un “profilo piatto” dell’economia e ritocca le stime di crescita con una limatura al ribasso.

Senza flessibilità si rischia una manovra correttiva da 1 punto di Pil. Così il Centro studi di Confindustria. “Il deterioramento” del quadro macro “comporta un peggioramento del deficit e, a parità di obiettivo (ad oggi per il governo è 1,8% nel 2017) richiederebbe uno sforzo maggiore”. Per questo “è assolutamente necessario negoziare margini di flessibilità aggiuntivi”.

Per il Csc nel 2016 la crescita si ferma allo 0,7% e nel 2017 allo 0,5% con deficit al 2,3%, che richiederebbe “una manovra complessiva sui saldi di 16,6 miliardi”. L’aggiustamento si renderebbe necessario, spiegano i tecnici del Csc, per “compensare la minor crescita e il mancato aumento dell’Iva” che scatterebbe invece a legislazione vigente. Sulla base delle stime del governo di aprile andavano recuperati “8,2 miliardi per consentire il raggiungimento dell’obiettivo di deficit all’1,8% del Pil” e “il completo annullamento delle clausole di salvaguardia” da 15 miliardi.

Il deficit pubblico aumenta. Ma “il quadro macroeconomico è peggiore di quello prospettato cinque mesi fa dal governo. Ciò aumenta il deficit pubblico e, per mantenere gli obiettivi di bilancio indicati ad aprile, le risorse da recuperare”. Secondo i calcoli Csc, “nel cui modello economico la sensitività del deficit al Pil è minore”, la crescita “nel 2016 si ferma allo 0,7% e nel 2017 allo 0,5%” che “richiederebbe una manovra complessiva sui saldi di 16,6 miliardi”.

Padoan: “Stime governo saranno migliori di Confindustria”. Le stime del governo che saranno contenute nella di nota aggiornamento al Def, che il governo approverà la prossima settimana dovrebbero essere migliori di quelle di Confindustria sia per il 2016 che per il 2017 perché le stime Csc si basano “su ipotesi di policy diverse da quelle che il governo intende proporre”. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla presentazione delle nuove stime di Confindustria.