Economia

Pil, girano un po’ di soldi in più. Ma c’è a chi dispiace e si sente “offeso”

Pil, girano un po' di soldi in più. Ma c'è a chi dispiace e si sente "offeso"

Pil, girano un po’ di soldi in più. Ma c’è a chi dispiace e si sente “offeso”

ROMA – Pil, girano un po’ di soldi in più. In più di un anno fa e decisamente in più di tre/quattro anni fa. Certo non come dieci anni fa prima della crisi finanziaria mondiale e poi italiana. Ma un po’ meglio di ieri va e decisamente va meglio dell’altro ieri.

Lo dice l’Istat quando calcola l’andamento della ricchezza prodotta nel paese. Lo ha calcolato il Fmi e l’Osce. Lo ha contato la Banca d’Italia. Lo ha verificato la Commissione Europea. Lo riscontrano perfino albergatori e commercianti in questa estate in cui si spendono un po’ di soldi in più perché girano un po’ di soldi in più.

Ma inspiegabilmente, o meglio spiegabilmente eccome ma solo abbassando e di molto il rating sullo spessore morale di molta vita pubblica italiana, c’è chi se ne dispiace. Chi proclama che questo girar di un po’ di soldi in più letteralmente “offende gli italiani”.

La teoria dell’offesa agli italiani è stata esposta nei tg della sera da parlamentari M5S addetti alla bisogna. Perfezionata il mattino dopo dalla senatrice Barbara Lezzi che ha attribuito con sapienza e competenza tipiche della casa la crescita del Pil al caldo che fa accendere i condizionatori (variante della insuperata e insuperabile teoria della sindaca Raggi che attribuì alla congiura dei frigoriferi lo stato pietoso della raccolta rifiuti a Roma).

Negli stessi tg Renato Brunetta invitava gli italiani a temere il peggio perché girano un po’ di soldi in più. Diceva Brunetta capogruppo Forza Italia autonominatosi economista capo del pianeta che adesso il governo farà una finanziaria di spesa e spesa e spesa e da qui guai, guai e guai. E’ lo stesso Brunetta che fino a poche settimane fa giurava e “svelava” (insieme a un bel po’ di stampa e giornali italiani) che la finanziaria sarebbe stata di maxi tagli e tasse.

Insomma in questo paese che è l’Italia se gira un po’ di soldi in più all’opposizione politica (e ai sindacati e ormai anche all’informazione) dispiace, delude, rode. Ci siamo abituati, ci sembra normale. Anzi ovvio. E invece è una malattia, grave. Malattia dell’animo e dell’anima individuale e collettiva. (Per qualcuno anche malattia dell’intendere ma questo sarebbe il meno).

Forse non sarà merito del governo se gira qualche soldo in più. E un’opposizione non malata questo fa e dice: dimostra che i soldi che girano in più non sono merito del governo. Non solo, se ha buoni argomenti un’opposizione aggiunge che si poteva fare di più e meglio e dice come.Questo fa un’opposizione politica e sociale e per quel che le attiene anche un’informazione competente.

Da noi invece si nega, si insulta, ci si batte, ci si indigna contro la realtà. Da noi tutte le opposizioni politiche e sociali si offendono, si ritengono lese e vilipese se l’economia italiana va un po’ meglio. Da noi la buona notizia dispiace e offende. Da noi la reazione livida e dannosa è lo standard.

Da noi i numeri che dicono gira un po’ di soldi in più vengono definiti infami e venduti, i numeri…E lo fanno, dicono infami e venduti ai numeri quegli stessi che quei numeri dicevano santi e capi d’accusa inconfutabili quando quei numeri dicevano non giravano soldi. Sale il Pil, scende il rating dell’etica minima del ceto politico che così si comporta.

A esser onesti, non solo del ceto politico. E’ pieno di gente che in buona ma cieca fede giura: a me non girano più soldi. Il che può esser vero. E anche no. Ma prendere la propria situazione personale e farne l’unica verità e l’unica misura della verità è come sostenere che se in famiglia quest’anno non è nato nessuno in tutta Italia non sono nati bambini.

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