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Pomodori italiani a rischio: arrivano quelli marocchini

ROMA – Dopo l’olio tunisino, i pomodori marocchini. La verdura simbolo dell’Italia, l’ingrediente di pasta e pizza per eccellenza viene insidiato dalle importazioni dal Marocco. Per questo l’Italia “sta andando avanti” nella richiesta di attivazione della ‘clausola di salvaguardia’ del trattato tra Unione europea e Marocco in difesa del pomodoro nostrano.

Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, a margine della riunione del Consiglio agricoltura dei 28.

“Formalizzeremo fra qualche giorno con il ministero dello sviluppo economico la nostra relazione tecnica che indica addirittura un calo del 50% delle vendite del pomodoro nostrano, quindi un grosso problema – ha aggiunto il ministro – Abbiamo chiesto l’attivazione della clausola anche questa mattina durante il Consiglio agricoltura, intervenendo proprio sulla questione delle crisi”.

Sul fronte delle gravi difficoltà dei mercati agricoli, il ministro ha spiegato:

“Ci aspettiamo che la Commissione europea reagisca rapidamente: abbiamo chiesto una differenziazione dei prezzi negli aiuti, per fare in modo che l’aiuto sia più aderente al caso specifico del pomodoro italiano. Mi aspetto ci sia qualche passo operativo rapido perché tanto sul pomodoro quanto sulle arance abbiamo un passaggio delicato da gestire”.

IL CONCENTRATO CINESE – Ma non è solo il pomodoro marocchino ad insidiare quello italiano. Come ha denunciato la Coldiretti, nel 2015 sono aumentate del 680% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina, che hanno raggiunto circa 70 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale.

Il pericolo, sottolinea sempre Coldiretti, è che “il prodotto venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza”. Per questo l’associazione di agricoltori chiede che venga esteso l’obbligo di indicare anche sull’etichetta del concentrato di pomodoro l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro”.


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