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Popolare di Vicenza, Bce: “Rischia il bail-in”

ROMA – Popolare di Vicenza, Bce: “Rischia il bail-in”. La Banca Popolare di Vicenza – intima la Banca centrale europea –  deve trasformarsi in una società per azioni, deve procedere a un aumento di capitale, deve quotarsi in Borsa: se non soddisfa tutte e tre le suddette condizioni rischia forte la messa in risoluzione.

Rischia cioè la procedura di bail-in, ovvero il salvataggio “interno” a carico degli azionisti che vedranno svalutato il valore delle proprie azioni, in secondo luogo se non basta degli obbligazionisti, infine dei correntisti per la parte eccedente i 100mila euro di deposito.

E’ il contenuto della lettera che i funzionari Bce hanno inviato alla Popolare di Vicenza nell’imminenza di una cruciale assemblea (è prevista per sabato 5 marzo) in cui è annunciata la presenza di 10mila soci e per la quale la Questura sta approntando eccezionali misure per garantirne la sicurezza (si terrà in un capannone industriale di Gambellara).

In questa occasione ci saranno le votazioni per approvare il piano di risanamento dell’istituto che recepisce le indicazioni della Bce (l’aumento di capitale è fissato a 1,75 miliardi di euro): a maggior ragione la lettera sarà al centro della discussione e un elemento di pressione in più. Questo i passi salienti della missiva, che si possono leggere anche sul sito della banca.

Bpvi è a un bivio: nel caso in cui uno qualsiasi degli elementi del progetto non fosse approvato e la banca non rispettasse i requisiti patrimoniali, si renderebbe necessario adottare misure di vigilanza, incluso l’esercizio dei poteri previsti dal Testo Unico Bancario […]

L’approvazione congiunta di tutti e tre gli elementi del progetto da parte dell’assemblea degli azionisti e la tempestiva attuazione del piano sono ritenuti della massima importanza dalla Bce al fine di ripristinare il rispetto dei requisiti patrimoniali. (Lettera della Bce agli azionisti di Popolare Vicenza)