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Poste, governo vara decreto per cedere in Borsa il 29,7%

ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Dpcm che disciplina i criteri per il collocamento in borsa della seconda tranche di Poste Italiane, pari a una quota del 29,7% del capitale attualmente in mano al Tesoro. Il provvedimento arriva a 5 giorni dalla decisione del Mef di conferire a Cassa Depositi Prestiti una partecipazione del 35% di Poste Italiane con un aumento di capitale di 2,9 miliardi. Una prima tranche di Poste del 35,3% era stata messa sul mercato nel 2015.

L’operazione ha lo scopo di rafforzare la base patrimoniale della Cassa che potrà così raggiungere più facilmente gli obiettivi del suo piano industriale. Il provvedimento adottato martedì 31 maggio è un decreto della presidenza del consiglio (Dpcm) e serve a disciplinare le modalità di collocamento sul mercato del residuo 29,7% di Poste. Il governo conta di raccogliere mezzo punto di Pil nel 2016 tramite la privatizzazione.