Blitz quotidiano
powered by aruba

Poste italiane “salirà da 5,8 a €8,3 per azione”: “Comprate”

Secondo un report di Equita Sim Poste Italiane ha un forte potenziale di crescita e aumenterà il suo valore in Borsa. Analisi delle ragioni per cui conviene comprarne le azioni, superiori ai rischi

ROMA – Per Poste Italiane, da poco quotata in Borsa, il target price è di 8,3 euro per azione, rispetto alla attuale quotazione di Borsa di 6 euro, secondo Equita Sim che ha diffuso un report positivo sulla società guidata da Francesco Caio. Il target price è una previsione che gli analisti delle grandi banche  d’affari e delle Sim fanno sul prezzo di un titolo azionario quotato in Borsa. Prevedono che entro un certo periodo di tempo, la quotazione di quel titolo arriverà a quell’obiettivo, target appunto.C’è molta strada da percorrere prima di raggiungere quel livello, anche se come primo effetto dello studio degli analisti di Equita il titolo è salito a sfiorare 5,8 euro martedì 17 febbraio.

La conclusione di Equita è racchiusa in una formula, una parola inglese di 3 lettere, “buy“, comprate.

Premessa del target price e del suggerimento a comprare, per gli analisti di Equita, è una probabilità di “crescita dei profitti molto evidente”:

“Prevediamo un tasso di crescita annuo composto maggiore del 10% nell’EarningsPerShare con il settore postale che dovrebbe raggiungere il pareggio nel 2019: il contributo dei servizi finanziari e delle assicurazioni dovrebbe beneficiare di un accentuata diversificazione dei prodotti e di un’impennata della curva dei rendimenti a partire dal 2017.

“Questa evidente crescita dei profitti si traduce in un interessante 6% nel rapporto tra dividendo e prezzo di mercato. Il giudizio è BUY con un target price di 8,3 Euro. Il basso profilo di rischio, la crescita costante dei profitti insieme al recupero nel settore postale dovrebbero sostenere un progressivo aumento del rapporto prezzo/ricavo. L’esposizione all’aumento degli spread, i rischi regolatori connessi alla possibile revisione della valutazione del rischio dei titoli di Stato e un ulteriore contrazione del mercato postale rappresentano i principali rischi specifici dell’azienda”.

Radiocor, agenzia di stampa specializzata in economia, riporta lo studio di Equita così:

“Poste Italiane fornisce il servizio universale postale in Italia attraverso un network di circa 13.000 uffici postali. Facendo leva su un marchio molto popolare, l’azienda ha esteso con successo la sua attività nel campo delle assicurazioni e dei servizi finanziari retail. La riduzione della forza lavoro dovrebbe portare le operazioni postali verso il pareggio nel 2019, mentre la visibilità di profitti nei settori assicurativo e finanziario resta elevata grazie alla progressiva diversificazione e al realizzo dei guadagni sui titoli di Stato nel portafoglio. Il giudizio è BUY, con un target di 8,3 Euro.

“Gli analisti sottolineano che il gruppo si è evoluto da operatore monopolistico del settore postale relativamente inefficiente a un operatore di successo dei mercati assicurativo e bancario retail. Esaminando i singoli settori, Equita sottolinea che il comparto postale, nonostante le perdite registrate di recente a causa della contrazione del mercato e agli elevati livelli dei costi fissi, grazie al taglio del personale e alla revisione dei servizi postali potrà avere una svolta con il break even nel 2019.

“Il settore finanziario di Banco Posta opera senza rischi di liquidità o credito, investendo interamente in bond Governativi, dando una forte percezione di solidità e sicurezza in un momento difficile nel comparto bancario. Secondo Equita BancoPosta sarà per questo il maggiore beneficiario dei deflussi dalle banche (+30 mld euro di inflows). Per quanto riguarda poi PosteVita, Equita prevede che la redditivita’ resti elevata nei prossimi anni. In generale, la progressione degli utili si traduce in un dividend yield molto attraente del 6%. Il titolo si caratterizza per un basso profilo di rischio, progressione degli utili accoppiata a un recupero nel mercato postale che dovrebbero portare all’espansione dei multipli.  I rischi potrebbero derivare dall’esposizione al possibile ampliamento degli spread, dal peso dei bond governativi in portafoglio e dalla contrazione del mercato postale”.

Questa è una parte della analisi redatta da Equita:

“Poste Italiane gestisce la più grande e capillare rete di distribuzione nel Paese, con 13000 uffici postali: si è evoluta da operatore postale monopolistico relativamente inefficiente a operatore di grande successo nel campo delle assicurazioni e operatore finanziario nel settore retail.

“La divisione posta  pacchi è molto “labour intensive” visto che l’azienda ha circa 144000 dipendenti. Il combinato della contrazione del mercato (-18% nel triennio 2012-2015) e di una larga base di costi fissi ha portato l’EBIT in rosso (504 milioni di Euro nel 2014). La revisione delle condizioni di svolgimento del servizio universale e la pianificata riduzione della forza lavoro (-9%) dovrebbe dimezzare le perdite della divisione entro il 2019.

“Bancoposta: un porto sicuro nell’era del “bail-in”. La divisione dei servizi finanziari opera senza rischio di credito visto che la raccolta del BancoPosta viene investita in titoli di Stato. La crescita dei profitti dovrebbe essere guidata da una maggiore penetrazione del credito di terzi e dei prodotti di Asset Management. Grazie ad un’indiscussa percezione di sicurezza, BancoPosta sarà il principale beneficiario (+30 miliardi di Euro di raccolta) della riduzione dei depositi nel settore bancario.

“PosteVita: stimola ancora di più la crescita della base di clienti. Grazie ad una proposta di valore molto semplice, che consiste nella distribuzione di prodotti tradizionali con investimenti soprattutto in titoli di Stato, l’attività nel settore assicurativo ha acquisito una posizione di leader di mercato (14%) con 18 miliardi di Euro di utile lordo nel 2015. Con un rendimento medio del 4% sul portafoglio e un minimo garantito sotto la media (1%), l’evidenza di creazione di business e profittabilità rimane elevata per i prossimi anni anche in uno scenario di tassi di interesse “bassi ancora a lungo”.