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Rcs, nel Cairo-day i conti tornano in utile dopo 4 anni

MILANO – “Vado ad accettare la nomina a consigliere” di Rcs. Lo afferma Urbano Cairo arrivando nella sede del gruppo editoriale, nel cui Cda è stato cooptato.

In discussione nel Cda di Rcs risultano esserci le dimissioni del presidente Maurizio Costa, dell’amministratore Laura Cioli e del consigliere Gerardo Braggiotti. Nel board, oltre a Cairo, dovrebbero entrare il suo uomo della finanza, Marco Pompignoli più, come quota rosa, Stefania Petruccioli che già compariva nella lista dell’editore de La 7 per l’attuale Cda di via Rizzoli.

E proprio nel giorno di Urbano Cairo, Rcs rivede l’utile nei suoi conti per la prima volta dal 2012. Nel secondo trimestre 2016 il risultato netto si attesta a 19,9 milioni, da un perdita di 60,2 milioni nello stesso periodo dell’anno scorso. Senza gli oneri dell’Opas e dell’Opa, pari a 4,2 milioni, l’utile supererebbe 24 milioni.

Alla Borsa di Milano però il titolo Rcs è stato congelato per eccesso di ribasso, nonostante il ritorno all’utile. Le azioni Rcs, già penalizzate nella mattinata di mercoledì, ha prima ampliato il calo dal 4 al 6,2% per poi venire congelato, con una flessione teorica del 10%. Il titolo è quindi stato riammesso agli scambi di Piazza Affari, attestandosi a 0,73 euro per una perdita dell’8,75%.

Nel semestre il risultato netto è ancora in perdita per 2,1 milioni (da un rosso di 95,4 milioni dei primi sei mesi del 2015) e, sottolinea la società, sarebbe in utile dello stesso ammontare senza gli oneri legali all’Opas di Cairo e dell’Opa di Andrea Bonomi e dei soci storici.

Sempre nei sei mesi l’Ebitda (il margine operativo lordo) dopo oneri e proventi non ricorrenti si attesta a 33,9 milioni (da 4,5 milioni) e prima degli oneri è pari a 40,2 milioni (da 11,7 milioni) superando l’incremento atteso dal gruppo per l’intero 2016. Tale risultato è stato raggiunto anche al taglio dei costi e la società ”ritiene ragionevole raggiungere già nel primo anno di piano l’obiettivo di saving di 60 milioni previsto per fine 2018”.

I ricavi sono invece in calo del 2,9% a 504,1 milioni. I ricavi pubblicitari ammontano a 236 milioni, complessivamente in linea rispetto allo stesso periodo 2015: escludendo gli effetti dovuti alle attività cessate tra cui Gazzetta TV e Verticali Infanzia in Cina, l’andamento evidenzierebbe una crescita di circa 3 milioni grazie ai risultati dell’Area Sport, di News Spain e degli Eventi Sportivi.

I ricavi editoriali ammontano a 193,3 milioni, in flessione di 21,5 milioni rispetto al primo semestre 2015, principalmente per il diverso piano editoriale dei collaterali (senza effetto sul margine) e per il calo delle diffusioni in Italia e in Spagna.

L’indebitamento finanziario al 30 giugno si attesta a 422,4 milioni (contro 526,3 milioni di un anno prima e 487 milioni a fine dicembre) con un miglioramento rispetto a quanto prevedeva il piano per il semestre. La società sottolinea peraltro che le attività relative alle due offerte pubbliche hanno determinato Oneri non prevedibili, di cui 4,2 milioni, pari a circa il 90% del totale, già contabilizzati nel semestre. ”Inoltre, non possono essere allo stato valutati eventuali impatti sul Piano e sui risultati 2016 derivanti dal nuovo assetto azionario” che vede Cairo Communication come azionista di riferimento.

Nel solo terzo trimestre, che ha visto l’utile dopo 14 trimestri (è la prima volta dal terzo trimestre 2012) i ricavi netti consolidati si attestano a 284,3 milioni (-1,9% rispetto ai 289,9 a perimetro omogeneo, escluso Area libri, del pari periodo 2015). I ricavi pubblicitari sono in linea rispetto aio tre mesi dell’anno scorso. I ricavi diffusionali ammontano a 98,6 milioni, in flessione di circa 9 milioni, principalmente per il diverso piano editoriale dei collaterali (senza effetto sul margine) e per il calo dei mercati di riferimento sia in Italia che in Spagna. I ricavi diversi crescono del 10,8% principalmente per i buoni risultati dell’Area Sport, del Giro d’Italia e per lo sviluppo dei progetti strategici.

L’Ebitda ante oneri e proventi non ricorrenti è positivo per 43,6 milioni dai 27,2 milioni per secondo trimestre 2015. Il miglioramento di oltre 16 milioni rispetto al pari periodo dell’anno precedente è raggiunto principalmente grazie al contributo dell’Area Sport, che raddoppia, e di News Italy. L’Ebitda post oneri e proventi non ricorrenti è positivo per 37,6 milioni, rispetto ai 20,7 milioni.  Alla buona performance dell’Ebitda ha contribuito anche l’impegno sulla riduzione dei costi, che ha generato benefici per oltre 21 milioni nel secondo trimestre che, sommati a quelli dei primi tre mesi, portano le efficienze a circa 35 milioni.

“I risultati realizzati nel primo semestre di esecuzione del piano, evidenziando un andamento migliore delle attese, confermano la raggiungibilità degli obiettivi per il 2016″. Lo si legge nella nota sui risultati di Rcs, con riferimento al piano industriale 2016-2018.

L’amministratore delegato di Rcs Laura Cioli ha commentato così i risultati semestrali del gruppo: ”Sono orgogliosa del grande lavoro fatto in questi mesi grazie alla passione e l’impegno di tutti i colleghi. Abbiamo stabilizzato la situazione finanziaria e patrimoniale della Società, avviato il rilancio strategico di questo storico gruppo editoriale, incrementato la redditività dal 2% all’8% nel solo primo semestre e chiuso il secondo trimestre in utile, per la prima volta dal 2012″.

All’esame dei consiglieri di Via Rizzoli ci sarà però anche la richiesta di convocare l’assemblea straordinaria nella terza settimana di settembre avanzata da Urbano Cairo, nuovo azionista di controllo, per rinnovare il vertice. Nel contempo Cairo si prepara ad essere cooptato in consiglio, visto il percorso alternativo avanzato in concomitanza con la richiesta di assemblea. L’editore de La7 ha infatti proposto le dimissioni immediate di 4 dei 9 consiglieri, per poter consentire l’ingresso di altrettanti membri di sua nomina, tra cui – evidentemente – se stesso.

Il quinto consigliere, invece, dovrebbe rinunciare all’incarico alla data dell’assemblea, per poter consentire di completare il cambio del board per cooptazione e procedere poi con il voto assembleare, il cui esito sarebbe scontato visti i numeri, con Cairo sopra al 59%. Ormai la sorpresa sarebbe non assistere alla cooptazione dello stesso Cairo, visto anche il recente rigetto del ricorso di Diego Della Valle, Imh e Pirelli sulla decisione della Consob di non sospendere l’Opas di Cairo da parte del Tar del Lazio.