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Rio 2016, Rai flop: spesi 70 milioni, incassati 7,5. Solo lo share…

ROMA – Le Olimpiadi di Rio 2016 sono un disastro economico per la Rai. Mentre gli azzurri si difendono alla grande, in Brasile la tv pubblica ha speso qualcosa come 70 milioni di euro tra acquisizione dei diritti televisivi e costi di produzione, ottenendo in cambio buoni ascolti (ma inferiori a quelli delle scorse edizioni) e soprattutto soltanto 7,5 milioni di introiti pubblicitari.

I numeri, da brividi, riportati dal Giornale, provocano un’alzata di spalle da viale Mazzini, che rivendica (giustamente) la necessità di “servizio pubblico” di trasmettere in chiaro i Giochi per gli spettatori italiani. Nel 2012, per la prima volta nella storia, Sky aveva strappato i diritti suscitando notevoli polemiche, cedendone poi parte alle reti pubbliche. Sky per il 2016 ha preferito defilarsi del tutto, avendo constatato come l’evento sportivo in termini economici non valesse l’esborso economico. La Rai si è dunque ripresa le Olimpiadi, spendendo 60 milioni di euro per i diritti: 30 cash a Sky, altri 30 in cambio merce (scambio di spazi pubblicitari), con concessione della visione dei canali olimpici sulla piattaforma satellitare. Otto invece i milioni spesi per la produzione: 3 per il personale inviato in Brasile (180 tra giornalisti, tecnici e impiegati), 5 per la realizzazione dei servizi.

La nota dolente arriva dalla pubblicità: gli inserzionisti hanno preferito puntare sugli Europei (60 milioni di euro di entrate per la Rai) snobbando i Giochi, per cui la tv pubblica vendeva pacchetti da uno o due milioni di euro o passaggi giornalieri da 60-100mila euro: prezzi troppo alti per molti investitori.

Ascolti: in rapporto alle medie stagionali, lo share è ottimo. RaiDue l’ha raddoppiato (15,5%, media di 1,2 milioni), RaiSport1 e Raisport2 (4,5% e 3,6%) sono “esplose”, ma si partiva da dati molto bassi. La verità è che Rio 2016 è stata meno seguita di Londra 2012 (share medio del 21%) e ancora peggiore è il paragone con Pechino 2008 (24%).


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