Economia

Ripresa Italia, Pil 2017 +1,3%: Fmi ci regala mezzo punto in più di crescita

Ripresa Italia, Pil 2017 +1,3%: Fmi ci regala mezzo punto in più di crescita

Ripresa Italia, Pil 2017 +1,3%: Fmi ci regala mezzo punto in più di crescita

ROMA – Ripresa Italia, Pil 2017 +1,3%: Fmi ci regala mezzo punto in più di crescita. Giustamente esultano presidente del Consiglio e ministro dell’Economia per l’inatteso rilancio della crescita italiana certificato dal mezzo punto in più delle stime del Fondo monetario internazionale: nel 2017 il Pil si attesterà a un lusinghiero +1,3%, un balzo che straccia le stime precedenti ferme allo 0,8%. Pier Carlo Padoan, che trova in questo insperato spread positivo un’arma in più nel negoziato permanente con l’Europa sulla flessibilità dei conti pubblici e in vista di una manovra dura per il prossimo anno, ha parlato di “revisione del Pil gigantesca”.

Paolo Gentiloni, sicuramente influenzato dalla location dove era ospite (gli stabilimenti aerospaziali Avio) si è entusiasmato definendo la notizia “un lancio spaziale per la crescita”. Una enfasi forse giustificata (perché anche lo spread con il bund tedesco continua ad allontanarsi dalla soglia di pericolo) che deve però necessariamente tener conto del debito pubblico monstre che relega ancora l’Italia nel reparto osservati speciali se non più in quello dei pazienti a rischio di vita. Ci pensa Carlo Cottarelli, l’ex commissario alla spending review rientrato al Fondo monetario, a temperare gli entusiasmi.

“La ripresa c’è, il gap con l’Europa si è ridotto, ma siamo ancora vulnerabili sul fronte del debito e c’è ancora da fare per evitare rischi”. Così Carlo Cottarelli, direttore esecutivo dell’Fmi, in un’intervista rilasciata a Roberto Petrini di Repubblica. “La diagnosi è che c’è una ripresa in corso e il dato più rilevante è la progressione di crescita dell’Italia. Il miglioramento non è dovuto soltanto alle favorevoli condizioni internazionali ma anche alle politiche delle autorità italiane”, afferma Cottarelli.

Tuttavia “è evidente che l’Italia rimane esposta a rischi in conseguenza di un debito ancora troppo alto. L’aspetto dolente è che il debito è stato stabilizzato ma se c’è uno shock, una crisi o un aumento forte dei tassi potrebbe rappresentare un problema”. I ‘compiti a casa’ assegnati dall’Fmi sono “controllo della spesa ma anche ribilanciamento della tassazione verso la proprietà e il consumo”, dichiara Cottarelli.

E poi “continuare con i risparmi negli acquisti di beni e servizi, migliorare l’efficienza della spesa sanitaria”. Quello delle pensioni “è un tema che viene posto dall’Fmi con una certa insistenza. Il problema è che il peso della crisi e dell’aggiustamento degli ultimi anni è caduto soprattutto sui giovani. C’è stato un grosso trasferimento intergenerazionale – evidenzia Cottarelli – perché i giovani hanno dato il loro contributo, mentre c’è chi è andato in pensione con assegni molto generosi rispetto a quelli delle generazioni future. Oggi bisogna riequilibrare: bisogna ricalcolare le pensioni, oltre un certo livello, sulla base dei contributi versati se vogliamo ridurre le tasse su chi lavora e rendere più competitive le produzioni italiane”.

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