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Rossella Orlandi archivia Befera e le piazzate tipo Cortina

ROMA – Rossella Orlandi archivia Befera e le piazzate tipo Cortina. Niente paura, l’occhio infallibile del Fisco non spulcerà il tuo conto corrente, a meno che, senza che nessuno ne sappia niente, nel frattempo tu non stia movimentando qualche milioncino sospetto. Scherzando, ma non troppo, è questo il senso delle dichiarazioni del capo dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, dirigente pragmatico e attento a rispettare il mandato del Governo che sulla lotta all’evasione fiscale ha dismesso i panni dello sceriffo delle retate a Cortina, dei sequestri show di yacht a favore di telecamera della gestione Befera.

Risultato: crollo dei prestigiosi cantieri italiani, fuga dalle località più in per paura della Finanza…, con un recupero che fu cospicuo ma inferiore a quello record dell’anno successivo, senza però i clamori populistici. Se si eccettua forse l’unica consolazione di aver indotto qualche nouveau riche a dare una regolata alla loro smania esibizionistica. Nel frattempo i vecchi ricchi snobbavano Cortina e continuavano i loro affarucci illegali come se nulla fosse.  Per questo vanno salutate come benvenute e opportune òle dichiarazioni di Rossella Orlandi rilasciate oggi a Il Messaggero.

Sull’archivio dei rapporti finanziari con le informazioni dalle banche “sono in circolazione molte leggende. I dati per ora non li abbiamo ancora utilizzati. Da un anno e mezzo stiamo lavorando per renderli affidabili, ripulirli, standardizzarli. Poi dobbiamo confrontarci ulteriormente con le autorità competenti incluso il Garante della privacy. Ma non ci sarà nessun automatismo”, ha chiarito Orlandi, spiegando che l'”obiettivo è trovare i casi anomali più vistosi, tipo un soggetto sconosciuto al fisco che movimenta un milione di euro”.

Quanto alla dichiarazione dei redditi precompilata, Orlandi ritiene che saranno molti di più quest’anno gli italiani che la accetteranno, mettendosi al riparo da ulteriori verifiche: “Ci sono, in larga parte, i dati che maggiormente interessano i contribuenti”, poi “abbiamo incluso anche le prime rate dei lavori di ristrutturazione, le spese universitarie e quelle funebri. Se il contribuente accetta paga quello che ha indicato l’Agenzia e non servono controlli. È una bella responsabilità anche per noi, all’estero non se la prendono”.

Quanto ai Panama Papers, Orlando sottolinea che “tutta l’amministrazione finanziaria sta lavorando con vari canali, sotto la guida del ministro Padoan, per utilizzare al meglio queste informazioni. Ci sono anche Procure che si sono attivate quindi tra qualche mese potremo dire quali sono gli esiti. Per ora si può immaginare che alcuni di questi soggetti abbiano aderito alla voluntary disclosure”.