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Rottamazione cartelle è legge. Ok Senato: novità e scadenze

ROMA – Rottamazione cartelle è legge. Decreto fiscale: ok definitivo Senato. Via libera dell’Aula del Senato alla fiducia chiesta dal governo sul sul decreto fiscale, collegato alla manovra. Il sì di Palazzo Madama arriva con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto. I votanti erano 249, i presenti in Aula 250. Il decreto è legge, essendo stato approvato un testo identico a quello che ha ottenuto il sì di Montecitorio.

Cosa cambia. Scompare Equitalia e contribuenti e commercialisti potranno dire addio all’odiato ‘tax day’, la scadenza unica del 16 giugno per i versamenti Irpef, Irap, Ires, Iva, Imu e Tasi.

Le domande per la rottamazione delle cartelle potranno essere presentate entro il 31 marzo e potranno riguardare anche le iscrizioni a ruolo affidate ai concessionari della riscossione nel corso del 2016. Cambia, nel passaggio alla Camera, la possibilità di rateizzazione (5 rate) e il termine entro il quale il calcolo del nuovo importo da pagare sarà inviato a chi ha presentato la domanda. Molte le novità introdotte durante l’esame alla Camera del decreto fiscale che ora, ricevendo anche il via libera definitivo del Senato con 162 sì, 86 no e un astenuto, è diventato legge.        –

ADESIONE FINO AL 31 MARZO: Potrà essere fatta entro il 31 marzo, e non più entro il 23 gennaio. Si deve usare il modulo messo a punto da Equitalia. La consegna dovrà essere fatta presso gli uffici della concessionaria oppure con posta elettronica certificata alle e-mail indicate sul modulo e sul portale della società. Sul modulo di adesione, che ha il codice ‘DA1′ i contribuenti, dopo essersi identificati, devono indicare le cartelle Equitalia (e i relativi ‘carichi’) per le quali chiedono la definizione agevolata: chi ha più di una cartella potrà decidere di aderire anche a una sola. Vanno poi definite la modalità di pagamento (in unica soluzione o dilazionato in un massimo di cinque rate, l’ultima a settembre 2018). C’e’ poi la parte relativa agli eventuali giudizi pendenti, ai quali occorre rinunciare.    –

LA ROTTAMAZIONE, VALE PER TUTTE LE ‘CARTELLE’: la rottamazione vale per tutte le cartelle esattoriali, non solo per quelle di Equitalia. Ed è stata estesa anche ai “carichi” che sono stati affidati ai concessionari nel corso del 2016. In pratica potranno essere pagate senza interessi e sanzioni anche le iscrizioni a ruolo fatte dagli altri concessionari, da quelli siciliani a quelli degli enti territoriali che hanno scelto altre società. Sarà possibile usufruire dello “sconto” anche per l’Iva, ma solo se l’imposta non riguarda il pagamento all’importazione. Per le multe stradali, invece, lo sconto riguarda i soli interessi e le altre maggiorazioni previste. La Camera ha previsto la possibilità che i comuni decidano di “rottamare” anche le somme che vengono richieste tramite ingiunzione (ma dovranno approvare un regolamento entro 60 giorni dalla conversione del decreto).

CALCOLO EQUITALIA ENTRO 31 MAGGIO: dopo l’adesione il concessionario della riscossione dovrà comunicare l’importo complessivo dovuto e le singole rate, con la data di scadenza di ciascuna. Invierà anche i bollettini. Ovviamente le date sono state spostate in avanti. Dal 24 aprile al 31 maggio.    –

SI PASSA A 5 RATE: Le rate salgono da quattro a cinque. Le prime tre scadono a luglio, settembre e novembre 2017, le altre due ad aprile e settembre 2018. Il 70% dell’importo va pagato entro il 2017.

ATTENTI ALLE RATE, O LA ROTTAMAZIONE SALTA: Il fisco sarà inflessibile per chi non paga le rate previste, ma anche per chi lo fa in modo ridotto o ritardato. Salta la “rottamazione” e tornano a scattare sanzioni e interessi delle vecchie cartelle.    –

IL PAGAMENTO, ANCHE CON DOMICILIAZIONE IN BANCA: Il versamento della ‘cartella scontata’ potrà esser fatto anche con la domiciliazione sul conto della banca, oppure con i bollettini precompilati. Possibile anche versare agli sportelli del concessionario della riscossione.    –

PER CHI HA PAGATO IN PARTE (CON LE RATE): Anche i contribuenti che hanno già in parte pagato la cartella fiscale, magari attraverso il meccanismo della rateizzazione, potranno aderire alla “definizione agevolata”. In questo caso l’importo da pagare sarà quello del debito residuo sul capitale. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recuperano. Per chi aderisce si bloccano le rate concordate ma solo dal 2017: quindi vanno versate le eventuali rate in cadenza quest’anno fino a tutto dicembre.    –

OBBLIGHI INFORMATIVI: La società di riscossione deve comunicare al contribuente l’eventuale esistenza di debiti per i quali non è ancora stata emessa la cartella. Il cittadino può comunque richiedere questa informazione agli sportelli di Equitalia o accedendo ad un’apposita area del sito della concessionaria.    –

LA RINUNCIA ALLE LITI: Per aderire il contribuente dovrà espressamente dichiarare di rinunciare ad eventuali procedimenti aperti davanti alle commissioni tributarie, in pratica dovrà rinunciare a potare avanti le liti relative alla cartella che sta versando.    –

STOP ALLE GANASCE FISCALI: Dalla presentazione della richiesta di adesione alla definizione agevolata si fermano i tempi di prescrizione e decadenza ma anche quelli per le “azioni esecutive” del fisco, come le ganasce fiscali o il pignoramento. Non si fermano però le operazioni già scattate.