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Russia/ Ikea abbandona gli investimenti. L’accusa del fondatore Kamprad: troppa corruzione

Ikea lascia la Russia. Il colosso svedese non scherza e, attraverso un’intervista radiofonica del suo fondatore Ingvar Kamprad, fa sapere che la situazione di eccessiva corruzione a Mosca è un problema ormai insostenibile. Mazzette ai politici, tangenti a chi lavora nella pubblica amministrazione: l’inquinamento generale della vita economica russa è un argomento che lo stesso presidente Dmitri Medvedev ha ammesso pubblicamente.

Le intenzioni del Cremlino sono quelle di smantellare ogni forma d’illegalità, ma intanto la scelta di Ikea rischia di avere conseguenza pesanti sull’economia russa.  Se altre grosse aziende lasceranno la Russoa, il tracollo si realizzerà non solo in termini di crescita, ma anche di una diminuzione dei posti di lavoro.

L’annuncio comunque non è un evento inatteso. Già lo stesso Kamprad, che creò Ikea quando aveva solo 17 anni, aveva pubblicamente lamentato che le autorità russe facessero pagare alla sua azienda un consumo di elettricità più alto del dovuto. E dietro il lamento, probabilmente, l’insinuazione, nemmeno troppo velata, che la bolletta eccessiva fosse una ritorsione in risposta al rifiuto dell’imprenditore di accontentare le richieste sotto banco dei pubblici ufficiali.

29 giugno 2009 21:00 | Economia

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Un commento a “Russia/ Ikea abbandona gli investimenti. L’accusa del fondatore Kamprad: troppa corruzione”

  • Mahurin scrive:

    Ecco un’ altro dei patetici deliri di onnipotenza di un uomo, Kamprad appunto, che evidenzia ancora una volta la sua mentalità dittatoriale e paranoica. Da bravo nazista confesso ma mai pentito realmente dove non può comandare solo lui in maniera univoca e totalitaria preferisce mandare tutto in malora senza preoccuparsi minimamente delle migliaia di persone che lascerà in mezzo ad una strada. E per quale motivo poi !? Perchè deve lasciare una parte (piccola) della ricca torta che non vuole assolutamente dividere con nessuno ossessionato com’ è dalla psicopatia del denaro e del possesso ! Sembra quasi che in Italia non abbia mai pagato nessuno per aprire i suoi scatoloni gialli e blu ed inquinarci fisicamente e mentalmente con la sua paccottiglia. Ma mi faccia il piacere come diceva Totò !!!

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