Blitz quotidiano
powered by aruba

Saldi 2016, attenti alle bufale: 9 regole per gli acquisti

Hai controllato i prezzi pre-saldi? La merce può essere cambiata? Posso pagare col bancomat? Il vademecum per i saldi 2016 in 9 regole

ROMA – I saldi inizieranno il prossimo 5 gennaio in tutta Italia e la spesa media, secondo i dati di Confcommercio, sarà di 346 euro a famiglia, per un giro d’affari complessivo di oltre 5,4 miliardi di euro. Non tutte quelle che sembrano occasioni, però, lo sono realmente. In aiuto dei consumatori arriva allora il vademecum di Adusbef e Federconsumatori per evitare che gli acquisti si rivelino una bufala e fare spese intelligenti.

Ecco le 9 regole da seguire riportate anche dall’Ansa:

“1) Prima dell’avvio dei saldi verificare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare e, se possibile, fotografare la cifra con il telefono cellulare. In questo modo si avrà una prova certa del prezzo di partenza e sarà quindi possibile valutare la reale convenienza dello sconto.

2) Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, cercando di orientarsi verso prodotti di cui si ha reale necessità.

3) Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e di negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto).

4) Controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere obbligatoriamente riportati, in modo leggibile, sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto.

5) A partire da giugno 2014 i commercianti hanno l’obbligo di accettare pagamento con carte di credito o bancomat tramite POS per cifre superiori a 30 euro.

6) I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell’anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I prodotti di risulta o di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo.

7) Anche se il cambio del prodotto non è obbligatorio ma a discrezione del negoziante, conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Lo scontrino è infatti essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché vincola il commerciante alle norme di legge relative alla garanzia di sostituzione o al rimborso della somma pagata.

8) I commercianti non sono obbligati a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia il nostro consiglio è di diffidare dei negozi in cui non sia appunto possibile provare tali capi.

9) Per problemi o “bufale” rivolgersi ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o ad un’Associazione di consumatori”.