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Secondary ticketing: multa da 30mila a 180mila euro. Governo contro bagarini online

ROMA – Una multa contro il secondary ticketing: 180mila euro per chiunque effettui questo vero e proprio bagarinaggio online con biglietti di eventi (concerti, partite o quant’altro). Anzi, per l’esattezza l’entità delle multe sarebbe compresa tra 30 e 180mila euro, come spiega l’agenzia di stampa Public Policy. E’ un emendamento che il governo sta provando a inserire nella legge di bilancio dopo che è venuto alla luce negli ultimi giorni il polverone sollevato da un servizio de Le Iene.

Si tratta in tutto e per tutto di un mercato di biglietti parallelo a quello autorizzato, fortemente attivo su internet, che offre in vendita biglietti per ogni genere di eventi non solo del settore spettacolo: sui siti di “secondary ticketing” sono venduti biglietti però maggiorati ingiustificatamente per multipli del prezzo ufficiale, alimentando quindi un mercato parallelo ed oneroso a danno del consumatore. Una prassi portata alla luce da due servizi de Le Iene che hanno fatto luce sul fenomeno del bagarinaggio on line. (CLICCA QUI PER IL SERVIZIO COMPLETO DE LE IENE).

“Il ‘secondary ticketing‘ selvaggio non è più tollerabile. Abbiamo presentato un emendamento al decreto fiscale ma abbiamo verificato che non sussistevano le condizioni per una sua approvazione. Ci riproviamo con la legge di bilancio”. Lo afferma in una nota il deputato Pd, Massimo Fiorio, promotore di una proposta di legge organica sul settore.

“Le recenti inchieste giornalistiche e delle magistratura su ipotetiche scorrettezze da parte di alcuni provider per la vendita online di biglietti e le conseguenti prese di posizione di numerosi cantanti hanno confermato la necessità di norme per regolarizzare il mercato. L’emendamento al ddl bilancio – spiega – sancisce l’illegalità per la rivendita di ticket ad un prezzo maggiorato, prevedendo multe fino a 180mila euro per ciascuna violazione accertata, e permette l’oscuramento dei siti dove sono state registrate irregolarità”. La norma, che contrasta l’evasione fiscale, rivendica Fiorio, “si inserisce perfettamente tra i contenuti della Legge di Bilancio per il 2017. Ci auguriamo – conclude – possa essere approvata”.