Economia

Siemens, smart working per tutti: non conta più dove e quanto si lavora, ma i risultati

Siemens, smart working per tutti: non conta più dove e quanto si lavora, ma i risultati

Siemens, smart working per tutti: non conta più dove e quanto si lavora, ma i risultati

MILANO – Siemens Italia dice addio al lavoro in ufficio: smart working per tutti i dipendenti. E la novità sta proprio qui. Perché altre grandi aziende, come Microsoft o Luxottica, Unicredit o Vodafone, utilizzano il lavoro agile, ma non per tutti.

Inoltre l’azienda tedesca cambia il metodo di “valutazione” del lavoro: non contano più le ore passate in ufficio (o collegati al pc), ma i risultati raggiunti. Risultati che vengono concordati insieme ai lavoratori.

L’accordo che prevede lo smart working per tutti i dipendenti della sede centrale di Milano e delle altre filiali sparse per l’Italia è stato firmato da Siemens con i delegati sindacali interni ed esterni. Così dal primo gennaio 2018 tutti i collaboratori della società, ad esclusione dei tecnici del service, lavoreranno in un’unica modalità: lo smart working, noto in azienda come Siemens Office.

L’accordo sancisce formalmente l’addio alle timbrature se non per motivi di sicurezza e di accesso, mentre la valutazione della prestazione lavorativa non sarà collegata alla rilevazione delle presenze/assenze.

“Cambia profondamente l’organizzazione del lavoro: lo smart working – commenta Federico Golla, presidente e amministratore delegato di Siemens Italia – sarà il modo di lavorare per i collaboratori di Siemens Spa. Un passaggio importante nella storia della nostra società che si conferma pioniere nell’innovazione anche delle politiche per le persone. Siamo partiti sei anni fa con una rivoluzione culturale che ha portato a un radicale cambio di paradigma, un’innovazione coerente con l’impatto della digitalizzazione sui modelli di business e sulle nostre vite. Oggi formalizziamo con le parti sociali un percorso di successo e dialogo continuo”.

Siemens in realtà non è nuova allo smart working: già nel 2011 aveva coinvolto nel lavoro agile i collaboratori di It, Comunicazioni, Real Estate e Risorse umane. Con il tempo si è esteso, fino all’accordo di questi giorni.

 

“Per noi vuol dire impostare il lavoro all’insegna della flessibilità di orari e di spazi, valutando solo i risultati raggiunti. I nostri collaboratori possono infatti prestare la loro attività lavorativa indipendentemente dalla localizzazione geografica, grazie all’uso di idonei strumenti, secondo i loro tempi e le loro preferenze, in modo che capacità e abilità siano continuamente stimolate e massimizzate”, aggiunge Golla.

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