Economia

Sky, Tim… la furbata dei 28 giorni, i mesi e le bollette diventano 13. Aumento dell’8,6%

Sky, Tim... la furbata dei 28 giorni, i mesi e le bollette diventano 13. Aumento dell'8,6%

Sky, Tim… la furbata dei 28 giorni, i mesi e le bollette diventano 13. Aumento dell’8,6%

ROMA – Tredici mesi invece che dodici. E’ questa la soluzione (furbata) ideata dalle compagnie di telefonia mobile tra cui Tim e fatta sua anche da Sky tv per aumentare le tariffe senza, almeno in apparenza, alzare i costi d’abbonamento per gli utenti. Una cattiva abitudine, ingiustificata dal punto di vista del mercato, su cui ora l’Agcom dovrà pronunciarsi e contro cui le associazioni dei consumatori hanno già pronta una class action. Intanto però gli utenti pagano, per 13 mesi ogni anno. Un aumento dell’8,6%.

“Di 28 ce n’è uno”, recitava una vecchia filastrocca pensata per far imparare ai più piccoli le diverse durate dei mesi solari. Ma se di 28 ce ne fossero dodici, avrà pensato chi si occupa di conti nelle aziende citate, potremmo emettere 13 bollette ogni anno invece che 12. E ovviamente aumentare significativamente le entrate. Un aumento che si traduce in un più 8.6% pagato da chi usa il telefonino o guarda la tv satellitare di Ruperth Murdoch. E aumento che, in più, le aziende in questione possono provare a nascondere sbandierando tariffe mensili immutate. Peccato però che abbiamo mutato il numero di mesi che compongono l’anno.

L’idea della tariffazione a 28 giorni è la ‘furbata’ su cui in molte aziende lavorano e puntano. I primi a muoversi in questa direzione sono stati gli operatori di telefonia mobile spingendo l’Agcom, già a marzo scorso, ad emanare una delibera in cui concedeva questa facoltà a quegli operatori, ma escludeva quelli di rete fissa, il cui modello di fatturazione sarebbe dovuto restare a cadenza mensile. Un limite che non è però piaciuto a questi che hanno presentato prontamente ricorso chiedendo di poter avere anche loro gli anni da 13 mesi. Aumentare i mesi per aumentare i prezzi deve però essere sembrata una mossa davvero intelligente, tanto da essere adottata da un colosso che con le telecomunicazioni ha a che fare ma che è, principalmente, una pay-tv.

Vale a dire Sky tv che da luglio ha adottato i mesi da 4 settimane e 28 giorni esatti. Una scelta, quella fatta dalla tv di Murdoch, che arriva mentre la televisione in questione sta lasciando Roma (dove tra l’altro ha anche messo in atto un piano di licenziamenti) per ridurre i suoi costi e trasferire tutto a Milano. Se questa però è la peculiarità di Sky tutti, dalla tv agli operatori di telefonia, applicano nei fatti un aumento privo di qualsivoglia giustificazione. Tredici mesi si traducono in un anno in aumenti dell’8.6% a fronte di un’inflazione intorno all’1.5%. Anche volendo ‘scontare’ il tasso d’inflazione nazionale rimane quindi almeno un 7% in più a carico dei consumatori che appare del tutto ingiustificato, anche perché applicato senza possibilità di scelta per gli utenti, senza servizi in più offerti e, cosa forse peggiore di tutti, attraverso quello che è di fatto un raggiro.

Per quanto almeno per ora legale. In attesa di un nuovo pronunciamento dell’Agcom, che tornerà a riunirsi il prossimo 13 settembre, il Codacons ha deciso di affiancare tutti quei cittadini che decideranno di fare ricorso contro questa pratica, mettendo a disposizione gli strumenti per un “reclamo/diffida con richiesta di rimborso di quanto versato illegittimamente in più per ogni bolletta a 28 giorni inviata dal gestore in indirizzo”. L’associazione metterà a disposizione “il formulario Ug parzialmente precompilato (a eccezione dei dati personali) in relazione alla fatturazione a 28 giorni, così da accedere alla conciliazione presso i Corecom e richiedere l’applicazione degli indennizzi automatici”.

“La conciliazione rappresenta infatti una procedura semplice e gratuita di risoluzione extragiudiziale delle controversie – spiegano -, obbligatoria per legge nelle liti tra utenti e operatori di comunicazioni elettroniche, ideata proprio per tutelare i diritti dei consumatori. Permette quindi di richiedere un congruo indennizzo per ogni bolletta emessa con fatturazione a 28 giorni”. Se non funzionerà, l’alternativa per i consumatori sarà quella di provare a chiedere stipendi a 28 giorni. Ma su questo è facile immaginare che le aziende saranno meno disponibili a modificare il calendario.

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