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Spid, pin unico per fisco e sanità al via dal 15 marzo

GENOVA – Un pin unico per accedere ai servizi di fisco e sanità. Questo è Spid, acronimo di Sistema pubblico di identità digitale, che entrerà in funzione il prossimo 15 marzo. Ogni utente avrà un “nome utente” e una password di accesso al sistema e così i contribuenti potranno beneficiare dei servizi messi a disposizione dalla pubblica amministrazione anche da casa, evitando code interminabili agli uffici amministrativi e pubblici, per pagare le tasse o stampare i referti medici.

Carlo Gravina su Il Secolo XIX scrive che il sistema Spid era già stato annunciato dal ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, e che dal 15 marzo si potrà accedere a 300 servizi, a cui entro giugno se ne aggiungeranno altri 300. Gli obiettivi poi sono ambiziosi, il sistema interesserà 6 milioni di persone nel 2016 per raggiungere quota 10 milioni di utenti entro il 2017:

“L’obiettivo dello spid è di creare un passepartout digitale che permetterà di richiedere documenti e certificati ma anche di pagare imposte e bolli. A seconda dei servizi che si utilizzano e dei dati che si richiedono, ci sono tre diversi livelli di sicurezza. Nello specifico, esistono tre livelli di riservatezza. Per quello base, basteranno semplicemente username e password.

Per utilizzare servizi garantiti dal livello di sicurezza intermedio, invece, oltre al nome utente e alla parola chiave si aggiunge un’altra password “usa e getta” elaborata al momento dell’operazione. Per il terzo livello di sicurezza, riservato ai professionisti, serve una smart card in grado di leggere le carte con un chip.

Come si ottiene

Al momento sono tre gli operatori, accreditati all’Agenzia per l’Italia digitale, che mettono a disposizione le nuove identità digitali. Chi è interessato, dovrà fare domanda per lo spid a una delle seguenti società: Tim, Poste Italiane e Infocert. Un po’ complessa, almeno per il momento, la procedura per ottenere il pin unico. Occorre, infatti, fornire nome, cognome, data e luogo di nascita, documento d’identità, telefono, indirizzo di posta elettronica e domicilio (codice fiscale o partita Iva, sede legale e ragione sociale se azienda).

Poi si passa alla verifica tramite canale tradizionale (esibizione documento e compilazione modulo) o per via telematica (carta d’identità elettronica o firma digitale). Per i primi due anni il servizio sarà gratuito. Chi, invece, è già in pos di un pin utilizzato per alcuni servizi, ad esempio quello dell’Inps o dell’Agenzia delle Entrate, potrà chiederne la conversione in spid.

Quali servizi

Con l’introduzione dello spid sarà possibile, tra le varie cose, pagare la colf, iscrivere il bambino all’asilo nido, saldare l’Imu, la Tasi e la Tari, cambiare la residenza, ritirare i referti medici, prenotare visite e riscattare la laurea. Per adesso sono allacciate al sistema l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e l’Inail. A breve si aggiungono tre comuni (Firenze, Venezia, Lecce) mentre entro giugno saranno operative sette regioni, tra cui la Liguria (Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Umbria)”.


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