Blitz quotidiano
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Stagisti appena diplomati e laureati: assunti senza contributi

ROMA – Stagisti appena diplomati e laureati: assunti senza contributi. Dal primo gennaio 2017, i giovani che abbiano avuto accesso a uno stage o un tirocinio aziendale (alternanza scuola lavoro o apprendistato) potranno essere assunti senza che i datori di lavoro debbano versare i contributi per tre anni: il requisito è che l’azienda li assuma entro 6 mesi dall’ottenimento della laurea o del diploma.

Nella Legge di Stabilità 2017 trovano spazio quindi nuove assunzioni agevolate stavolta riservate ai giovani, ovvero incentivi per i datori di lavoro che assumano, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, giovani che hanno fatto stage o tirocini formativi nell’azienda. “La previsione è di tornare al contributo pieno di 8.060 euro all’anno che sarà corrisposto per tre anni.  L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il più possibile il periodo di inattività lavorativa dei giovani che uscendo dagli studi si affacciano al mondo del lavoro.

La misura decontributiva si affianca a quella che già consente alle aziende che quest’anno hanno assunto persone a tempo indeterminato e hanno potuto contare su uno sgravio contributivo per un massimo di 3.250 euro l’anno per due anni. “La previsione è di tornare al contributo pieno di 8.060 euro all’anno che sarà corrisposto per tre anni”, ha spiegato il ministro del lavoro Giuliano Poletti.

Bonus Sud. “L’altro intervento, che però non sta nella legge di bilancio ma attinge 530 milioni dai fondi europei destinati alla coesione, introduce un incentivo alle assunzioni in tutte le regioni del Sud. Vale per un anno, sino ad un massimo di 8.060 euro a lavoratore e servirà a favorire l’assunzione di giovani sino a 25 anni e lavoratori che hanno perso un lavoro da almeno 6 mesi, in questo caso senza vincoli d’età”. Lo ha spiegato sempre il ministro Poletti in un’intervista alla Stampa. La validità per un solo anno è “perché completato questo triennio di decontribuzione dal 2018, quando si affronterà la questione fiscale mettendo in cantiere la riforma dell’ Irpef, si deve ragionare su un taglio strutturale del cuneo previdenziale e contributivo.