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Statali, rivoluzione premi. Dirigenti: paura stipendi a 1000 euro

ROMA – Statali, rivoluzione premi. Dirigenti: paura stipendi a 1000 euro. Premi di produttività o retribuzione di risultato che dir si voglia, il sistema di assegnamento a pioggia e soprattutto indiscriminato degli incentivi salariali in vigore nella Pubblica Amministrazione cambierà. Nel senso che non basterà, come spesso accade, il mero timbro del cartellino per ottenere il bonus: il Governo ha adottato provvedimenti (Dpr già in Gazzetta Ufficiale) per modificare i meccanismi di valutazione. Insomma le pagelle sulle performance degli statali dovranno essere stilate da professionisti sotto il diretto controllo della presidenza del Consiglio dei Ministri, un comitato ristretti di 5 super-esperti alle dirette dipendenze del dipartimento della funzione pubblica.

Molte delle storture le aveva messe in luce uno studio condotto da due esperti della Banca d’Italia, Roberta Occhilupo e Lucia Rizzica, pubblicato all’inizio di quest’anno. Andando a spulciare tra i premi assegnati ai dipendenti di prima e seconda fascia della Pubblica amministrazione, via Nazionale aveva osservato come, a fine anno, l’incentivo andasse a tutti e praticamente per la stessa cifra. Al ministero del Lavoro nel 2012, l’anno preso come riferimento, avevano osservato per esempio i tecnici della Banca d’Italia, i dirigenti di prima fascia ricevono 10.329 euro in cinque casi su 19, oppure 11,591 (13 casi su 19), solo un dirigente ha ricevuto 16,938 euro.

Al ministero della salute 11 dirigenti di prima fascia su 12 hanno ricevuto 31.932 euro. Infine, al ministero delle politiche agricole sei dirigenti su dieci hanno ricevuto 35.000 euro, tre 38.000 e solo uno ne ha ricevuti 75.000. Non è che per i dirigenti di seconda fascia, quelli di livello più basso, le cose fossero andate diversamente.  La retribuzione di risultato, sempre nello stesso anno, è stata pressoché uguale per tutti: al ministero dell’economia tutti i 509 dirigenti di seconda fascia hanno ricevuto 6.879 euro; al ministero del lavoro, 118 su 122 hanno ricevuto 6.415 euro. E non è che scendendo ancora più giù nella scala gerarchica, arrivando ai dipendenti pubblici, le cose siano poi tanto diverse. Basta ricordare i premi erogati dal Comune di Roma con il salario accessorio per ottenere i quali bastava anche la semplice presenza al lavoro. (Andrea Bassi, Il Messaggero)

A proposito di dirigenti statali – si profila un decreto ad hoc per la fine del mese – va registrato l’allarme del sindacato di riferimento (Unadis) per le decurtazioni che saranno introdotte nei confronti dei salari dei manager rimasti senza incarico.

«Il dirigente di domani», ha spiegato Alfredo Ferrante segretario generale del sindacato Unadis, «rischia di trovarsi con uno stipendio di mille euro, una sorta di cassa integrazione che potrebbe finire con il licenziamento». Nelle prime bozze di decreto attuativo sulla riforma della dirigenza, spiega Ferrante, sarebbe stata introdotta «una misura che prevede una decurtazione del 10% dello stipendio base per il dirigente rimasto senza incarico per ogni anno che passa». Oggi, sottolinea ancora Ferrante, «mediamente un dirigente di seconda fascia ha una remunerazione mensile di tremila euro e qualcosa, il tabellare è la metà, quindi 1.600-1.700 euro. Se vai a togliere ogni anno che passa una fetta», spiega il segretario generale dell’Unadis, «si va a finire a mille euro». (Andrea Bassi, Il Messaggero)