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Stipendi manager, il tetto aggirato da Bolzano a Palermo…

ROMA – Stipendi manager, il tetto aggirato da Bolzano a Palermo… C’è una legge che impone un tetto alle retribuzioni dei manager amministrativi e delle società partecipate: non possono guadagnare più del presidente della Repubblica, vale a dire 240mila euro lordi all’anno. Peccato che quello che lo Stato a livello centrale dispone, le Regioni a livello locale disfano. Dal nord estremo al profondo sud, almeno in questo caso siamo tutti italiani…

Diodato Pirone su Il Messaggero cita due casi emblematici, uno dalla provincia autonoma di Bolzano, l’altro dalla Regione Sicilia. Nel primo caso l’introduzione del tetto ha sollevato una specie di rivolta di massa: sono 51 i manager pagati più della cifra limite fissata sugli stipendi. A dar loro manforte i primari che minacciano di andare altrove. Quindi la soluzione unilaterale della Provincia: il tetto è stato elevato del 20% in più, a 280mila euro lordi.

Nella Sicilia governata da Rosario Crocetta l’aggiramento è stato più cervellotico, più politico. Crocetta aveva proposto un tetto a 118mila euro. Il coniglio uscito dal cilindro che lascia inalterato lo status quo si è appalesato nel segreto del voto in Commissione. I consiglieri hanno votato un emendamento ancora più restrittivo depositato dai 5 Stelle: tetto stipendi fissato a 75mila euro l’anno. Proposito virtuoso ma del tutto fuori mercato. Crocetta è costretto a eliminare la sua di proposta insieme a quella impraticabile dei grillini. Risultato, nel più classico stile gattopardesco, tutto resta come prima. Ma oltre al problema dei maxi stipendi c’è anche quello delle retribuzioni extra, auto-assegnate e con effetti paradossali come spiega il caso campano.

Tetto o non tetto, comunque, nella sanità campana il vero problema è la valanga di maxi-stipendi assegnati per promozioni e per posti che non esistono. Lo ha scoperto la Corte dei Conti che in una relazione di un mesetto fa ha sparato una cifra impressionante: in tutta la Regione ci sono ben 523 primari ospedalieri in più rispetto a quelli che servono. Nell’ospedale di Nola il caso più eclatante: in un reparto con un solo degente il nosocomio paga un primario e un vice primario. Sperabilmente non con gli stipendi della Asl di Bolzano. (Diodato Pirone, Il Messaggero)