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Subprime: Governo Usa chiede a Deutsche Bank 14 mld $. -7% in Borsa

ROMA – Subprime: Governo Usa chiede a Deutsche Bank 14 mld dollari. Avvio in pesante calo per Deutsche Bank alla Borsa di Francoforte dopo che è emerso che il Dipartimento di Giustizia americano ha proposto di chiudere un’indagine relativa ai mutui subprime (quelli che innescarono la crisi finanziaria del 2008) con il pagamento di 14 miliardi di dollari. Il titolo ha aperto le contrattazioni in ribasso del 7,2% nonostante la banca abbia già dichiarato – si legge sul Wall Street Journal – che non intende chiudere il contenzioso pagando la cifra richiesta.

Un colpo per le relazioni transatlantiche, cui il Dipartimento di Giustizia Usa ha risposto invitando Deutsche Bank a formulare una contro-offerta, come nel caso analogo di Goldman Sachs, in cui il contenzioso è stato risolto con un accordo raggiunto a 5 miliardi di dollari.

La banca tedesca non ha dichiarato quanto messo da parte in riserve per affrontare la disputa legale e l’inevitabile sanzione pecuniaria: ma a fine giugno scorso la riserva per tutti i contenziosi ammontava a 6,2 miliardi di dollari (5,5 mld euro).

In ogni caso, dopo che verosimilmente se ne è discusso in mesi di colloqui e trattative riservate, sia la banca che gli investitori non si aspettavano una somma del genere. Una botta che mina le già fragile finanze dell’ex colosso bancario e la fiducia residua degli investitori. Deutsche Bank sta dilapidando una reputazione che fino alla crisi l’aveva consacrata come uno fra gli attori europei più attraenti e di successo a Wall Street.

Ora sta rotolando ai livelli pre-crisi: solo di contenziosi risolti a suon di dollari, dal 2012 la banca ha pagato finora 12 miliardi di dollari. Le richieste di risarcimento individuali, societarie e dei vari regolatori contro Deutsche Bank  – regolarmente riportate nell’ultimo prospetto annuale – si riferiscono alle frodi sulle vendite dei debiti subprime, le manipolazioni sui tassi di cambio sulle valute estere e sui prezzi di oro e argento o ancora dei tassi di riferimento Libor ed Euribor, usati per fissare i prezzi delle ipoteche e dei derivati associati.