Economia

Tari, rimborso tassa rifiuti: come scoprire se ti spetta

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Sbagliato il calcolo della Tari in 8mila comuni (foto Ansa)

ROMA – Come ottenere i rimborsi per la Tari sbagliata recapitata a milioni di italiani? Il Ministero dell’Economia assicura che a breve  saranno rese note le modalità per avere indietro i soldi in più pagati per sbaglio nella tassa dei rifiuti. Il governo interviene dopo l’errore commesso dalle amministrazioni comunali con il conteggio sbagliato della quota variabile del tributo sui rifiuti governo e promette un intervento urgente.

Intanto il Sole 24 Ore, in un articolo di Giuseppe Dibenedetto, spiega come fare a scoprire se si ha diritto o no al rimborso:

Si dovrebbero quindi leggere attentamente gli avvisi di pagamento che l’ente ha inviato a tutti i contribuenti (la Tari è riscossa normalmente su liquidazione d’ufficio) e verificare, in caso di pertinenze, che la quota variabile applicata risulti pari a zero euro. In genere l’avviso di pagamento della Tari contiene il riepilogo dell’importo da pagare, le istruzioni per il versamento (scadenza rate e codice tributo) nonché il dettaglio delle somme. È in questa parte che l’ente indica le unità immobiliari (con i dati catastali: foglio, particella, sub), la superficie tassata, il numero degli occupanti e la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare. La quota variabile deve essere presente solo per l’abitazione, non anche per le eventuali pertinenze.

Sul fronte Tari non è ancora chiaro quante siano le amministrazioni incorse nell’errore; il Codacons indica con sicurezza almeno 7 città, Milano, Genova, Ancona, Siracusa, Catanzaro, Rimini e Napoli, sottolineando però che il numero potrebbe essere molto più vasto; ma Genova, ad esempio si smarca affermando che “la Tari prevista dal Comune è legittima e su tali utenze non viene applicata due volte la parte variabile della tariffa legata all’utenza domestica”.

Al ministero delle Finanze si chiarisce che comunque sono già le previste modalità per chiedere i rimborsi qualora un Comune non applichi la tassa in maniera corretta ma i consumatori vanno all’attacco anche sul fronte degli indennizzi per le spese eventualmente sostenute, mentre la Lega Nord ha proposto un intervento con un emendamento alla manovra per chiarire le modalità di applicazione del tributo. Insomma la confusione è parecchia, anche perché le regole nell’applicazione delle diverse componenti della Tari sono molto diverse da luogo a luogo.

“I Comuni- spiega il segretario confederale della Uil Gugliemo Loy- nel fissare la Tariffa (dal 2013) hanno avuto la flessibilità di individuare o meno il parametro “inquilini” e le grandi città, in maggioranza , lo hanno inserito. Le pertinenze tassate dalla Tari sono 13,4 mln anche se – precisa- non tutte sono soggette al sovracosto; un sovracosto che dove applicato è mediamente del 5 % in più, circa 16 euro”. Per Loy la soluzione potrebbe essere che i comuni che abbiano applicato indebitamente il sovracosto lo detraggano dalla prossima bolletta.

“Chiediamo agli 8000 comuni italiani di pubblicare entro 48 ore da oggi sui propri siti internet le modalità di calcolo della tassa rifiuti applicate sul propri territorio. Ciò al fine di determinare con esattezza quali amministrazioni abbiano interpretato in modo errato le norme, e consentire agli utenti di ottenere rimborsi per le maggiori somme pagate”. Lo afferma il presidente di Codacons Carlo Rienzi a proposito dell’applicazione della Tari.

“Rimborsi che – prosegue Rienzi – dovranno essere automatici e non su richiesta dei residenti, applicabili anche attraverso sconti sulle prossime bollette Tari e comprensivi di interessi legali dalla data del pagamento della tassa ad oggi”. In caso contrario, mette in guardia l’associazione che domani pubblicherà sul proprio sito web le istruzioni utili ai cittadini per verificare la correttezza della tassa rifiuti pagata negli ultimi anni, sarà inevitabile una miriade di ricorsi promossi dal Codacons contro le amministrazioni comunali responsabili di errori.

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