Blitz quotidiano
powered by aruba

Tassa di 3 euro su tutti i voli per pagare la cig piloti

Il prelievo, di cui ben pochi viaggiatori sono a conoscenza, avviene su tutti i biglietti aerei, compresi quelli delle compagnie low-cost

ROMA – Tassa di 3 euro sui voli (compresi quelli delle compagnie low-cost) per pagare la cassa integrazione dei piloti. Una peculiarità esclusivamente di questa categoria di lavoratori, gli unici i cui contributi vengono pagati non solo dall’azienda e dai lavoratori stessi, ma anche dalla collettività, come sottolinea Enrico Marro sul Corriere della Sera.

Nel complesso si tratta di un prelievo di 230 milioni di euro l’anno dalle tasche dei passeggeri, per lo più inconsapevoli. La notizia, infatti, è emersa soltanto adesso da uno dei rapporti dell’Inps (l’Istituto nazionale di previdenza sociale) nell’ambito della cosiddetta “operazione trasparenza”.

 

Scrive Marro:

 

“L’istituto guidato da Tito Boeri si era già occupato della questione a marzo, descrivendo il funzionamento del Fondo che interessa una platea di 150 mila lavoratori del settore (personale di volo e di terra) e che assicura prestazioni molto più favorevoli di quelle fornite agli altri lavoratori. A spese della collettività.

Il fondo, spiega l’Inps, eroga un’integrazione dei trattamenti di mobilità, cassa integrazione, cassa in deroga e solidarietà. Lo scopo è colmare la differenza tra il massimale previsto per legge agli ammortizzatori sociali, attualmente pari a 1.167,91 euro al mese, e le retribuzioni del settore volo che sono spesso molto più alte, così da non provocare un immediato crollo del tenore di vita dei lavoratori. E fin qui non ci sarebbe nulla di male. Non si capisce però perché la solidarietà debba essere pagata dai passeggeri anziché dalla categoria. L’integrazione al reddito per i dipendenti delle aziende in crisi arriva all’80% della retribuzione, e quindi spesso, sottolinea lo studio dell’Inps, «supera spesso, soprattutto nel caso dei piloti, i 10mila euro mensili lordi», con casi limite che si avvicinano ai «30mila euro al mese». Non solo. Mentre la durata massima della cassa integrazione è normalmente di quattro anni, estendibili in alcuni casi a sei, in questo settore può arrivare fino a 7 anni (disposizioni introdotte per i lavoratori dell’Alitalia). Tale generosità è possibile perché il fondo è alimentato per il 97,5% dalla tassa di 3 euro su tutti i biglietti, indipendentemente dal loro importo. E quindi la tassa è regressiva, nel senso che pesa di più sulle tariffe low cost. Solo il 4% delle entrate del fondo deriva dai contributi versati da aziende e lavoratori”.

 


TAG:

PER SAPERNE DI PIU'