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Tassa su ascensore: può costare doppio della Tasi

Una tassa sugli ascensori potrebbe costare il doppio della Tasi: 350 euro a famiglia invece di 170. Per questo Confedilizia ha lanciato un appello a Renzi.

ROMA – Una tassa sugli ascensori potrebbe costare il doppio della Tasi:  appello di Confedilizia al presidente del consiglio Matteo Renzi perché elimini la cosiddetta ‘tassa sull’ascensore’. Il Ministero dello sviluppo economico, spiega Confedilizia, ha infatti “licenziato uno schema di dpr (decreto del Presidente della Repubblica, ndr.) che impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa”. Un obbligo che – aggiunge – “non è in alcun modo previsto dalla direttiva europea di cui il dpr costituisce attuazione”. La Tasi è costata 170 euro a famiglia in media, questa tassa potrebbe arrivare a 350 per nucleo.

“Ci appelliamo al Presidente del Consiglio – afferma il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa – affinché non venga imposta a milioni di famiglie, già provate dalla congiuntura economica, una spesa che annullerebbe in un colpo solo gli effetti dell’abolizione della Tasi sull’abitazione principale, imponendo esborsi pari al doppio del gettito della Tasi stessa. La sicurezza è un mero pretesto, perché cela interessi di alcune categorie che intendono lucrare a spese di condomini e proprietari di casa”.

Viola Contursi su Huffington post spiega che

A conti fatti, quindi, prendendo come media della Tasi prima casa circa 170 euro annue a famiglia, le nuove norme che il governo si appresta a varare porterebbero un esborso che potrebbe arrivare fino a più di 350 euro annui a nucleo familiare.

Il provvedimento in questione è un Decreto del Presidente della Repubblica approntato dal ministero dello Sviluppo economico, attualmente all’esame del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi (Dagl) e atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Dopo la sua emanazione dovrà passare in Consiglio di Stato e in Conferenza Stato-Regioni.

All’articolo 2 si prevede esplicitamente che per gli ascensori già in servizio “e conformi alle norme vigenti a tale data”, quindi anche quelli pienamente a norma “i soggetti verificatori” ovvero i professionisti abilitati alla verifica e alla certificazione di conformità degli ascensori, dovranno fare, in occasione della prima verifica periodica (già prevista per legge) “una verifica di ulteriori requisiti minimi di sicurezza” ovvero sulla precisione di fermata e livellamento tra cabina e piano, presenza di illuminazione del locale macchine, presenza ed efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio, presenza di porte di cabina, rischio di schiacciamento per porte motorizzate, presenza di dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di intrappolamento in cabina, illuminazione della cabina.

Poiché la disposizione viene motivata con l’esigenza di aumentare il livello di sicurezza degli impianti di ascensore esistenti in Italia, Confedilizia ricorda che: 1) ogni sei mesi, per legge, gli ascensori sono sottoposti a manutenzione da tecnico abilitato o ditta specializzata, con verifica di paracadute, limitatore di velocità, dispositivi di sicurezza, funi, catene e attacchi, isolamento impianto elettrico e collegamenti con la terra; 2) ogni due anni, per legge, gli ascensori sono sottoposti a verifica dall’Asl o dall’Arpa o da un organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dello sviluppo economico e notificato alla Commissione europea; 3) sempre per legge, qualora il manutentore rilevi un pericolo, deve fermare l’impianto, fino a quando non sia stato riparato, informandone il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune per l’adozione di eventuali provvedimenti di competenza. “Basta raffrontare i controlli previsti per gli ascensori con quelli obbligatori nei confronti dei veicoli per comprendere che già oggi la legge prevede, per gli ascensori, obblighi stringenti, senza raffronti con altri settori. È palese – secondo l’organizzazione dei proprietari di casa -, che la sicurezza è garantita, tanto che bassissima è la percentuale di incidenti, in presenza di un traffico giornaliero di passeggeri da 30 a 40 milioni”.