Economia

Tasse, una balla in libertà: 8.000 euro a testa per ogni italiano. Magari!

Tasse, una balla in libertà: 8.000 euro a testa per ogni italiano. Magari!

Tasse, una balla in libertà: 8.000 euro a testa per ogni italiano. Magari! (foto Ansa)

ROMA – Tasse, una balla in libertà. In piena e totale libertà è circolata nelle ultime ore una balla fiscale-spaziale. Quella secondo cui ogni italiano pagherebbe all’anno ottomila euro di tasse e imposte appunto. Magari fosse così, magari ogni italiano.

La balla spaziale-fiscale parte dalla Cgia di Mestre, organizzazione addetta da tempo a far di statistica e calcolo su ogni segmento della vita economica (e non solo) del paese. La balla non è nel testo di quanto Cgia diffonde ma è, enorme e macroscopica, nel titolo che tutta la stampa e la televisione e la comunicazione adottano in unanime e super impiegatizia pigrizia mentale e cognitiva.

Il titolo, forse giustapposto da quelli della Cgia, più probabilmente da qualche attore intermedio tra fonte e giornali (un’agenzia di stampa?) e comunque subito entusiasticamente copiato e adottato da tutti è appunto: ogni italiano paga ottomila di tasse l’anno. Con corredo sulle cento tasse italiane.

Bene, anzi malissimo: che ogni italiano paghi ottomila euro di tasse è una fesseria, una sciocchezza, una cosa evidentemente non plausibile. Magari è un sogno, ma non è stato per sognare un fisco migliore che si è spacciata questa balla.

Ottomila euro di tasse ciascuno? Sessanta milioni di italiani, quaranta milioni di contribuenti. E quindi già lo “ottomila ognuno” a chi si riferisce, agli abitanti o ai contribuenti?

Ma questo è davvero il meno della balla. Dei quaranta milioni di contribuenti come ogni anno annunciano con decine di articoli l’anno spesso in prima pagina e poi con titoli di telegiornale  e poi con dibattito e commento nei talk-show sui social…dei quaranta milioni di contribuenti la metà abbondante dichiara rediiti entro o sotto i 15 mila euro l’anno. Quindi è materialmente impossibile, è una frescaccia pazzesca che possa la metà dei contribuenti pagare più del 50% del suo reddito dichiarato.

Non solo, come ogni giornale regolarmente pubblica e ogni notiziario annuncia e pure Google attesta se glielo vai a domandare, milioni di contribuenti italiani sono “incapienti”, cioè hanno redditi, almeno dichiarati, troppo bassi per pagare tasse e/o hanno redditi compresi dentro la no tax area. No tax area, cosa sfugge della definizione?

Le tasse in Italia non le pagano ottomila ognuno, magari. Sarebbe un pagare tutti pagare molto meno. Le tasse le pagano nella grandissima parte (ben più di ottomila l’anno) solo alcuni milioni dei quaranta del lungo elenco dei contribuenti.

Non staremo qui a dire se la distribuzione del carico fiscale sia iniqua o giusta. E sorvoliamo anche sul vastissimo continente dell’evasione fiscale che qui non c’entra e non viene calcolato. Uno, un cittadino, una cittadina che legge ogni tanto un giornale, ascolta spesso distrattamente un notiziario in radio o tv, dà sguardo a home page su smartphone se ci pensa un attimo sopra lo sa che ottomila a testa a contribuente è una bestialità e non una media.

Ma quelli che fanno i titoli, dovunque siano, lo leggono mai un giornale, lo ascoltano mai un notiziario, guardano mai una home page? Avere una vaghissima idea di ciò su cui si titola è insopportabile e molesta pretesa?

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