Economia

Tasse, Orlandi: “Presto anche modello Unico precompilato”

Tasse, Orlandi: "Presto anche modello Unico precompilato"

Rossella Orlandi (Foto Lapresse)

ROMA – Non solo 730: presto arriverà anche il modello Unico precompilato per la dichiarazione dei redditi. A dirlo, in un‘intervista a Repubblica concessa a Roberto Petrini, è la direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. 

La numero uno della agenzia che si occupa di riscuotere le imposte sottolinea come la digitalizzazione abbia aiutato anche nella lotta all’evasione fiscale, e parlando delle lettere ai contribuenti spiega:

“Le chiamiamo lettere per la compliance. Se dai nostri sistemi viene fuori un’anomalia, per esempio una dichiarazione non presentata o redditi non dichiarati, prima ancora che parta un qualsiasi controllo avvisiamo il contribuente. E gli spieghiamo che può rimediare in modo semplice, pagando una piccola sanzione. Se accetta, è pace fatta. E’ stato così per i 220 mila cittadini che non avevano presentato il 730/2015. Quasi in tempo reale gli abbiamo mandato la letterina; in 68 mila hanno già rimediato e sono convinta che aumenteranno ancora. Tra loro c’è chi si era dimenticato e chi, avendo percepito più redditi, semplicemente non sapeva di dover presentate il 730. Il setaccio elettronico funziona”.

Sulla lotta all’evasione Orlandi si sfoga:

“Sono sincera, trovo avvilente che ogni anno si ripetano le solite riflessioni sulla differenza tra il tax gap, che si colloca a 90 miliardi, e le somme recuperate. Sono grandezze non confrontabili. I 14,2 miliardi riscossi lo scorso anno rappresentano un dato di cassa che, pur essendo enorme dal punto di vista monetario, nulla ci dice su due indicatori fondamentali per misurare l’efficacia della nostra azione anti evasione nel suo complesso: l’effetto compliance e l’effetto deterrenza”.

Orlandi sottolinea che le nuove tecnologie hanno aiutato anche nella dichiarazione dell’Iva:

“Nel 2015 circa 65 mila contribuenti non hanno presentato la dichiarazione Iva. Ce ne siamo accorti e li abbiamo avvisati. In poche settimane circa 9.500 hanno già colto la palla al balzo e regolarizzato. Chi non regolarizza nel 2016 sarà accertato. Le nuove tecnologie ci aiutano a contrastare l’evasione ma anche a fornire servizi più moderni: pochi giorni fa abbiamo lanciato la prima app fiscale per smartphone e tablet. Paradossalmente, siamo più vicini ai cittadini quando evitiamo di farli venire nei nostri uffici”.

La direttrice dell’Agenzia delle entrate evita di commentare il nuovo limite all’uso del contante, alzato dal governo Renzi da mille a tremila euro:

“L’Agenzia delle Entrate non fa le leggi, non le commenta, ma le applica. Le ragioni tecniche e politiche di questa norma sono già state ampiamente spiegate dal ministro Padoan. Semmai posso aggiungere che sarebbe molto importante che i cittadini riuscissero ad utilizzare i mezzi di pagamento tracciati in modo semplice e non oneroso con la consapevolezza che con quel loro gesto contribuiscono a rendere trasparente anche l’aspetto fiscale delle varie transazioni aiutando così il recupero dell’evasione”.

E sul 730 precompilato spiega:

“Qualcuno sperava si rivelasse un flop, altri lo davano per certo, invece è stata una rivoluzione epocale. Non sarà facile ma stiamo lavorando, valorizzando le fonti informative, affinché nel 2016 la precompilata possa essere più completa. Ci saranno dentro le spese mediche, quelle universitarie e altro ancora. E non ci fermiamo qui. Siamo pronti a precompilare anche 10 milioni di dichiarazioni Unico persone fisiche, che si aggiungeranno ai 19 milioni di 730. Una bella semplificazione per quasi 30 milioni di persone”.

Infine, sulla voluntary disclosure: 

“I 4 miliardi di gettito vanno già oltre quanto inizialmente atteso. Dei 120 miliardi all’estero, calcolati da Bankitalia, ne sono emersi 60. Un risultato ancora più importante se si pensa che la voluntary arriva a distanza di pochi anni dalla misura ben più generosa varata solo qualche anno fa. E’ interessante notare la “geografia” dei capitali: abbiamo avuto anche delle new entry, assai interessanti dal punto di vista informativo, come le Bahamas e Singapore. Senza contare che, a fronte di circa 130 mila domande, ci prepariamo a gestire in un anno circa 500 mila accertamenti sulle adesioni alla voluntary, che si aggiungono ai 700 mila ordinari”.

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