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Tasse su partite Iva e sussidi ai poveri: ecco come

Partite Iva e poveri: il Governo introduce nuove tutele e agevolazioni fiscali per gli autonomi e un nuovo piano nazionale contro la povertà

ROMA – Tasse su partite Iva e sussidi ai poveri: ecco come. Partite Iva e collaboratori regolati con una sorta di Jobs Act che ne circoscrive l’ambito e le tutele (con le “false” collaborazioni costrette ad emergere come lavoro subordinato) e disciplinate sul piano fiscale specie attraverso una lunga serie di agevolazioni fiscali, un piano nazionale contro la povertà: sono questi i due provvedimenti (collegati alla legge di Stabilità) licenziati in Consiglio dei ministri dal Governo Renzi.

Partite Iva, tutte le agevolazioni fiscali. A proposito di tutele, il disegno di legge elimina per le lavoratrici autonome lo stop obbligatorio dal lavoro nei 5 mesi di maternità previsti dalla legge. Se la lavoratrice si ammala per più di due mesi può sospendere il pagamento dei contributi fino a due anni: salderà a rate per un periodo pari a tre volte quello di sospensione dei pagamenti. Di seguito le agevolazioni fiscali previste, una deducibilità integrale (100%) per una serie di spese, per esempio quelle per la formazione (ma con un massimo di spesa fissato a 10mila euro).

– spese per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno al reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro;

– spese per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale;

– spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Piano Nazionale contro la povertà. Il Tesoro ha stimato che gli 800 milioni di euro stanziati (1 miliardo nel 2017) serviranno a beneficiare 250mila nuclei familiari con circa 550 bambini a carico: un un totale di circa 1 milione di persone. Attraverso il principio dell'”universalismo selettivo”, l’accesso alle nuove prestazioni di welfare farà riferimento alla soglia di povertà e sarà legata a diversi fattori come il numero dei componenti e la zona di residenza. Su La Stampa Paolo Baroni mostra un esempio concreto.

Una famiglia con due figli a carico è considerata povera se non supera i 980 euro di reddito mensile al Sud ed i 1400 nelle aree metropolitane. Maggiore sarà la distanza dalla soglia di povertà e più alto sarà il sussidio che la famiglia potrà ricevere. Al Sia potranno avere accesso anche le famiglie extracomunitarie a patto che siano in pos della Carta di soggiorno che attribuisce loro il permesso di risiedere a tempo indeterminato nel nostro Paese. (Paolo Baroni, La Stampa).