Economia

Taxi, nuovo sciopero il 23 marzo. Respinto l’invito di Uber ad un incontro

Taxi, sciopero nazionale il 23 marzo
Taxi, nuovo sciopero il 23 marzo. Respinto l'invito di Uber ad un incontro

Taxi, nuovo sciopero il 23 marzo. Respinto l’invito di Uber ad un incontro

ROMA – Uber scrive una lettera ai tassisti, invitandoli ad un incontro a porte chiuse, ma le auto bianche bollano la mano tesa come “giochetto comunicativo” e indicono un nuovo sciopero generale per il 23 marzo.

“Solo un imberbe cadrebbe ancora in questi giochetti comunicativi”, ha detto Federico Rolando, portavoce nazionale di Federtaxi, commentando la lettera inviata da Uber per proporre un incontro ai tassisti.

I conducenti pubblici si fermeranno giovedì 23 marzo dalle 8 alle 22. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dal ‘parlamentino’ dei tassisti, riunito a Roma. Saranno rispettate le fasce di garanzia e durante lo sciopero saranno assicurati i servizi sociali, cioè il trasporto di anziani, portatori di handicap e malati.

“Un servizio che quotidianamente, tra mille difficoltà, garantisce un diritto essenziale per l’utenza, come quella alla mobilità, non può essere abbandonato alle mire speculative di grossi gruppi economici e devastato dall’abusivismo”, dichiarano in una nota FIt Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Usb taxi, in relazione alla proclamazione di un fermo nazionale di categoria, indetto insieme a Uti, Unica Cgil, Unimpresa. “Ancora una volta siamo stati umiliati – si legge – il governo non è stato in grado di fornire alcun tipo di risposta a delle semplici domande, nascondendosi dietro la sovranità del parlamento. Sovranità però puntualmente calpestata quando si è trattato di salvare banche, grossi gruppi o interessi particolari”.

Cade così nel vuoto l’invito di Uber, attraverso il suo general manager per l’Italia, Carlo Tursi, ad un “incontro a porte chiuse” lunedì 20 marzo. “Credo sia giusto tentare la via del dialogo, aprendo una porta ad un confronto civile e onesto”, aveva scritto ai tassisti Tursi. “In qualità di general manager di Uber, una società tecnologica che per troppo tempo è stata vista in contrapposizione al servizio taxi, vi invito a discutere di proposte concrete che possano vederci collaborare da qui in avanti. Troppo tempo è stato speso su un confronto che non guarda al futuro ma solo al passato, penalizzando anche i consumatori che di questo non hanno colpe. Noi vogliamo guardare al futuro e vorremmo farlo anche con voi”. Ma i tassisti hanno respinto al mittente l’invito.

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