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Telecom: rincaro per numeri fissi. Agcom diffida azienda

ROMA – L’aumento annunciato da Telecom Italia per la telefonia fissa, che dovrebbero scattare nella giornata di venerdì primo aprile 2016, “non appare giustificato da condizioni economiche generali, quali l’andamento dei prezzi al consumo o l’aumento del potere d’acquisto degli italiani”. Lo scrive l’Agcom in una delibera con cui diffida l’operatore telefonico per “l’aumento del 300%”. Il 29 febbraio scorso, infatti, Telecom aveva annunciato il raddoppio del prezzo da 10 a 20 cent al minuto a l’introduzione dello scatto alla risposta da 20 cent per le chiamate da casa.

Telecom Italia riceve il provvedimento di diffida “in qualità di soggetto designato alla fornitura del servizio universale”. “Un aumento così consistente, che va a sommarsi all’aumento della componente canone mensile degli ultimi tre anni – prosegue l’Autorità nella nota -, presenta un alto rischio di esclusione sociale dalla cosiddetta rete di sicurezza, il cui accesso e altri servizi di base sono sottoposti agli obblighi di servizio universale. Il rischio è ulteriormente aggravato dalla circostanza che l’offerta è estesa a tutti gli abbonati consumer, inclusi gli utenti a basso reddito”.

Contestualmente l’Autorità ha avviato un procedimento volto a determinare il metodo più efficace e adeguato per garantire, anche in prospettiva, la fornitura dell’accesso alla rete di sicurezza sociale e dei servizi minimi del servizio universale, che dovranno assicurare ai cittadini-utenti disponibilità, convenienza e accessibilità, quali condizioni necessarie per l’inclusione sociale. Le attività dell’Autorità per la determinazione delle tariffe accessibili del servizio universale potranno coordinarsi, in una visione più ampia e generale della tematica, con l’analisi delle condizioni qualitative di fornitura e con lo studio, già avviato, sulle tariffe e caratteristiche tecniche di offerta dei servizi di base agli utenti in condizioni di disagio economico, sociale e di disabilità.

 


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