Economia

Tim-Vivendi, istruttoria del governo sulla golden power. Nuove tensioni Italia-Francia

Tim-Vivendi, istruttoria del governo sulla golden power. Nuove tensioni Italia-Francia

Tim-Vivendi, istruttoria del governo sulla golden power. Nuove tensioni Italia-Francia (Nella foto Ansa, Carlo Calenda)

ROMA – Dopo il no all’accordo su Fincantieri, l‘Italia accende un faro sul controllo della francese Vivendi in Tim. Il governo intende valutare l’uso dei poteri speciali noti come “golden power”, che consentono allo Stato di blindare le aziende considerate strategiche, come appunto quelle delle telecomunicazioni.

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che martedì primo agosto ha partecipato all’incontro con il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire sul caso Fincantieri-Stx, ha negato che ci sia una connessione tra la decisione di oggi, 2 agosto, e il fallito incontro di ieri. “Non ha niente a che fare”, ha chiarito, spiegando: ” “Facciamo quello che il governo deve fare, cioè applicare le regole che esistono. Abbiamo chiesto a Palazzo Chigi di verificare se c’è l’obbligo di notifica sull’attività di direzione e coordinamento” di Tim da parte di Vivendi. “Applicheremo con intransigenza le norme sulla golden share e proporremo una norma antiscorrerie per le aziende quotate”.

Il ministero ha chiesto l’istruttoria sulla golden power di Tim in seguito ad un comunicato della ex Telecom del 28 luglio in cui “erano state rese note alcune tematiche di corporate governance affrontate dal Consiglio di Amministrazione di Tim ed, in particolare, la presa d’atto dell’inizio dell’attività di direzione e coordinamento da parte di Vivendi”, spiega Palazzo Chigi.

 

Nel caso in cui si tratti di un’azienda strategica la legge prevede che gli eventuali cambi di controllo siano notificati alla Presidenza del consiglio entro dieci giorni o in ogni caso prima che divengano effettivi. E questo vale anche per il settore delle comunicazioni. Perché si acceda alla golden power, dall’istruttoria dovrebbe emergere un possibile “grave pregiudizio” per gli interessi pubblici legati al buon funzionamento della rete di telecomunicazione.

 

 

To Top