Economia

Uber: si dimette l’ad Travis Kalanick. Società travolta dagli scandali: molestie e discriminazioni

Uber: si dimette l'ad Travis Kalanick. Società travolta dagli scandali: molestie e discriminazioni

Uber: si dimette l’ad Travis Kalanick. Società travolta dagli scandali: molestie e discriminazioni

ROMA – Uber: si dimette l’ad Travis Kalanick. Società travolta dagli scandali: molestie e discriminazioni. L’amministratore delegato e co-fondatore di Uber, Travis Kalanick, si è dimesso: lo riporta il New York Times che parla di pressioni degli azionisti perché facesse un passo indietro. La notizia segue quella dell’annuncio della scorsa settimana di un periodo di aspettativa dello stesso ad. L’annuncio, affidato a un’email ai dipendenti, era arrivata nel giorno dell’atteso rapporto dell’ex ministro della Giustizia Eric Holder sulla cultura all’interno della società, accusata di molestie sessuali e discriminazione.

L’uscita di Kalanick, l’ultima nella lunga serie di manager che hanno lasciato volontariamente o non Uber, non appare quindi casuale anche se la spiegazione ufficiale fornita dall’amministratore delegato è prendersi del tempo dopo la morte della madre. Nel motivare la sua scelta, Kalanick però ammetteva di aver bisogno di ”lavorare su stesso” per diventare il leader di cui questa ”società ha bisogno e che merita”.

Al rapporto Holder si è arrivati dopo una serie di scandali. Tutto è iniziato in febbraio, quando una ex dipendente ha postato online i dettagli delle molestie sessuali ricevute e la mancanza di risposta della società. Da quel momento è stato un crescendo, con la causa di Google, il video-shock di Kalanick che insultava un autista di Uber, e l’adesione dell’amministratore delegato a uno dei comitati creati dal presidente Donald Trump che ha fatto nascere il movimento ‘#DeleteUber’.

Scandali che hanno suscitato i dubbi degli investitori sulla valutazione di Uber, alle prese con una crescente concorrenza, con la rivale Lyft che le sta mangiando quote di mercato. Secondo molti osservatori la lezione di Uber è un monito per la Silicon Valley, schiacciata dagli stessi problemi e dalle stesse accuse di sessismo e discriminazione.

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