Economia

Crescita. Ue: ok correzioni Gentiloni, ma voto anticipato e banche minacciano il Pil

Crescita. Ue avvisa Italia: voto anticipato e banche minacciano il Pil

ROMA – Crescita. Ue avvisa Italia: voto anticipato e banche minacciano il Pil. Migliorano le stime del Pil per l’Eurozona, per la prima volta dopo un decennio torna la crescita in tutti i paesi membri, ma secondo Bruxelles un voto anticipato nel nostro Paese (e la partita ancora aperta sul consolidamento delle banche) potrebbe mettere a rischio gli impegni presi sulla correzione dei conti. Anche se, “la Commissione prende nota positivamente del pubblico impegno preso dal governo di adottare misure di bilancio aggiuntive pari allo 0,2% del Pil entro il mese di aprile 2017”, dice Bruxelles sulla manovra di correzione dei conti pubblici italiani che il governo Gentiloni deve dettagliare nei prossimi giorni.

“Per la prima volta in quasi un decennio, tutte le economie di tutti gli Stati membri della Ue sono attese crescere per tutto il periodo delle previsioni (2016,2017 e 2018)”. Lo scrive la Commissione europea presentando le Previsioni economiche d’inverno, annotando anche che l’inflazione, al netto dell’energia e dell’alimentare, nell’Eurorozona è attesa passare da 0,2% del 2016 a +1,7% nel 2017 tornando ad assestarsi a +1,4% nel 2018. L’Italia, però, nonostante le stime in rialzo, è sempre osservata speciale: a minacciare l’anemica ripresa due fattori, l’instabilità politica legata al probabile voto anticipato e le banche.

Brexit e Trump “rischi eccezionali” per l’Eurozona. Ci sono “rischi eccezionali” sul futuro altrimenti positivo dell’Eurozona. Il macroeconomico e finanziario per l’Eurozona è infatti “fortemente messo alla prova” e l’incertezza che circonda le previsioni d’inverno è “eccezionale” a causa “del brusco cambio di politiche negli Usa, per l’incerto risultato del negoziato sulla Brexit, per le crescenti divergenze in politica monetaria a livello globale e per le imminenti elezioni in grandi Stati membri”.

Crescita 2016 rivista al rialzo. La Commissione Ue rivede al rialzo la crescita dell’Italia del 2016, da +0,7% a +0,9%. Restano stabili, invece, le previsioni per il 2017, con un Pil invariato a +0,9%, mentre per il 2018 la stima di crescita sale dall’1 all’1,1%. Così le previsioni economiche d’inverno Ue, che evidenziano una “crescita stabile ma modesta” trainata da “tassi d’interesse reali bassi e una domanda esterna più forte” ma dove “debolezze strutturali ostacolano una ripresa più forte”.

Instabilità politica e banche frenano la crescita. “L’incertezza politica e il lento aggiustamento del settore bancario pongono rischi al ribasso alle prospettive di crescita dell’Italia”. E’ quanto si legge nelle previsioni economiche d’inverno della Commissione Ue, che aggiunge però che “un forte impulso potrebbe ancora avvenire dalla domanda esterna”. Per Bruxelles il surplus delle partite correnti calerà dal 2,7% del pil del 2016 all’1,8% nel 2018.

Rapporti deficit-Pil e debito Pil “stabili”. In Italia i rapporti deficit-Pil e debito Pil restano “sostanzialmente stabili”, con il primo rivisto leggermente al ribasso per il 2016 (a 2,3% dal 2,4% delle previsioni di autunno), mentre resta invariato a 2,4% per il 2017. Anche il debito è rivisto leggermente al ribasso per il 2016 a 132,8% da 133%, mentre sale a 133,3% nel 2017 da 133,1%. Nelle sue previsioni Bruxelles precisa di “prendere nota positiva dell’impegno” per il varo di misure correttive che però “saranno conteggiate solo quando dettagliate”.

Gli investimenti dovrebbero invece crescere del 2,4% beneficiando delle misure della legge di bilancio 2017. La disoccupazione in Italia “resta alta” mentre “rallenta” l’occupazione rispetto ai due anni precedenti a causa “della fine dagli incentivi fiscali per le nuove assunzioni”. Così le previsioni economiche d’inverno della Commissione Ue, che rivedono al rialzo la disoccupazione per il 2016 (da 11,5 a 11,7%), così come per il 2017 (da 11,4% a 11,6%. Nel 2018 è prevista all’11,4% contro l’11,3 precedente. Comunque “le riforme passate – per Bruxelles – sosterranno l’occupazione nel 2017-2018”.

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