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Unicredit, cda della svolta: Ghizzoni verso l’addio

MILANO –  Unicredit, arriva il Consiglio di amministrazione della svolta. Dopo due ore e mezzo di board straordinario prende forma il passo indietro dell’amministratore delegato Federico Ghizzoni che manterrà le deleghe fino alla nomina del suo successore.

A quasi sei anni dalla nomina (era il 30 settembre 2010) il board e Ghizzoni hanno constatato che sono maturate le condizioni per un avvicendamento al vertice del gruppo di Piazza Gae Aulenti. Un addio soft dato che l’uomo dell’Est, come fu ribattezzato all’epoca della sua nomina (seguiva le attività nel Centro Est Europa), ha dato la propria disponibilità a definire, insieme al presidente, un’ipotesi di accordo per la risoluzione del rapporto impegnandosi a mantenere le proprie funzioni fino alla nomina del suo successore supportandolo adeguatamente nell’opportuna fase di transizione.

Il pallino ora è nelle mani di Giuseppe Vita, che ha ricevuto l’incarico dal consiglio di avviare il processo di successione. L’obiettivo dei soci è fare presto per chiudere il cerchio. Prima di tutto ora bisogna assegnare l’incarico al cacciatore di teste (con Egon Zhender in lizza insieme Spencer Stuart, Russel Reynolds o Korn Ferry). Un percorso che, secondo le procedure, prevede il coinvolgimento del comitato Governance e nomine (che nel suo indirizzo fornisce, tra l’altro, pareri al board per la nomina dell’amministratore delegato) e di quello remunerazione.

Comitati interni che peraltro sono già convocati per il primo giugno in vista del già programmato cda mensile del nove. Un momento in cui potrebbe arrivare la svolta definitiva. La partita è solo all’inizio ma il tempo stringe e da giorni circolano i nomi dei principali candidati. Tra questi spunta prepotentemente quello di Gaetano Micciché, attualmente alla presidenza di Banca Imi. L’ultima settimana ha poi visto Marco Morelli (ex di Mps, Intesa Sanpaolo e ora in Bofa-Merrill Lynch) tra i più accreditati anche se perde quota. Ma nel toto-ad ci sono anche Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Jean Pierre Mustier (ex del Cib di Unicredit), Alberto Nagel (Mediobanca) e Andrea Orcel (Ubs).

A Ghizzoni non sono stati perdonati una serie di passi falsi. L’ultimo sulla Popolare di Vicenza che ha portato il Fondo Atlante a supportare l’istituto veneto nell’aumento in sostituzione di Unicredit. Tuttavia il board non ha potuto che ringraziare il manager per l’alta qualità del lavoro svolto nell’interesse del gruppo, degli azionisti e dei dipendenti. E dal board è arrivato anche un attestato di “forte apprezzamento” per aver guidato la banca in condizioni di mercato estremamente difficili.