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Usa, Janet Yellen boccia Trump: “Non abolisca la riforma di Wall Street”

NEW YORK – La presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, avverte Donald Trump: non tocchi la riforma di Wall Street varata da Barack Obama (la Dodd-Frank), “non vorrei vedere le riforme delle banche decise dopo la crisi tornare indietro”. E sulla indipendenza della banca centrale americana rimanda al mittente l’idea, accarezzata da Trump così come da altri repubblicani, di effettuare controlli più stringenti che rischiano, secondo diversi osservatori, di minacciare l’indipendenza dell’istituto centrale: “La Fed è responsabile nei confronti del Congresso e ne è una creatura, ma le banche centrali andrebbero schermate dalla pressione politica”. Infine, rassicura sulla sua intenzione di restare al proprio posto: ”Non vedo circostanze per le quali non potrei servire l’intero mandato alla Fed. La mia intenzione è restare per i quattro anni del mandato”, ha detto, rispondendo così alle accuse del presidente eletto secondo cui lei sarebbe politicizzata e si sarebbe dimessa nel caso di sconfitta dei democratici.

Ma prima donna presidente della Fed non si è limitata alla difesa delle accuse mosse da Trump. Ha anche annunciato un possibile aumento dei tassi di interesse se i dati confermeranno che l’economia sta compiendo progressi verso gli obiettivi della Fed. ”Mantenere i tassi all’attuale livello per troppo tempo potrebbe incoraggiare eccessive prese di rischio e mettere in pericolo la stabilità finanziaria”, ha detto.

Attualmente, le cose per l’economia americana stanno andando sempre meglio: ”L’economia americana ha compiuto ulteriori progressi verso i target della Fed della massima occupazione e della stabilità dei prezzi”, ha sottolineato Yellen, sottolineando che c’è spazio per ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro. L’inflazione sale a tassi più veloci di quelli di inizio anno, ma resta sotto all’obiettivo del 2%. ”Mi aspetto che la crescita economica continui a una velocità moderata sufficiente a rafforzare ulteriormente il mercato del lavoro e a far tornare l’inflazione al 2% nei prossimi anni”.

E poi, tirando nuovamente in ballo il presidente eletto: ”Abbiamo osservato significativi movimenti sui mercati dalle elezioni. I mercati anticipano stimoli fiscali da parte dell’amministrazione Trump. Un pacchetto si stimoli potrebbe avere un impatto sull’inflazione”. Per quanto riguarda l’aumento dei tassi di interesse, comunque, la Fed attende di conoscere meglio le nuove politiche dell’amministrazione Trump. ”Quando saranno chiare la Fed le considererà nel fare le sue valutazioni” guardando all’impatto che avranno sul mercato del lavoro. Il messaggio, però, è chiaro: ”E’ cruciale aiutare chi è stato lasciato indietro dalla globalizzazione”.

Nel frattempo è iniziato il ricambio dei funzionari statali. Il capo dell’intelligence degli Stati Uniti, James Clapper, 75 anni, ha spedito la sua lettera di dimissioni dall’incarico di direttore della Defense intelligence agency (Dia). La decisione era attesa. Presto il presidente eletto nominerà i propri funzionari