Economia

Usuraio “amico”: negozianti e professionisti che strozzano milioni di famiglie

Usuraio "amico". Nella foto immagine da "L'amico di famiglia" di Paolo Sorrentino

Usuraio “amico”. Nella foto immagine da “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino

ROMA – Usuraio “amico”: negozianti e professionisti che strozzano milioni di famiglie. Il fenomeno dell’usura in Italia, business da 82 miliardi l’anno, non necessariamente è confinato all’attività criminosa delle varie mafie: sempre più spesso a prender per la gola le famiglie sono figure insospettabili, dal negoziante al commercialista, dall’avvocato al funzionario pubblico, che riescono a sfruttare le difficoltà economiche, oggi acuite dalla crisi, di chi non ce la fa ad andare avanti e necessità urgente di un prestito, di una boccata d’ossigeno. E si fida del generoso amico bravo a dissimulare le sue intenzioni di spietato usuraio.

Le vittime stimate sono tre milioni di famiglie e un’azienda su dieci nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi. E i carnefici, rileva appunto Eurispes, non sono solo le organizzazioni criminali, mafia in testa, ma anche una serie di “insospettabili” che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l’acqua alla gola.

San raffaele

E’ il fenomeno dell’usura, secondo le stime dell’Eurispes che, incrociando una serie di dati, segnala che se le regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le Isole, il pericolo si sta estendendo in maniera significativa anche al Centro Italia e la provincia più esposta in assoluto è Parma, seguita da Crotone, Siracusa, Foggia, Trapani, Vibo Valentia e Palermo. Non è immune nemmeno il Nord visto visto che nella fascia di rischio medio alta ci sono anche Aosta e Biella.

“Le organizzazioni criminali – spiega Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes – hanno ben compreso che l’usura rappresenta un metodo di straordinaria efficacia: da un lato per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, dall’altro per impossessarsi di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti. Tutto questo con rischi più contenuti rispetto a quelli connessi ad altre attività illecite come ad esempio il traffico di stupefacenti”.

“Oggi – osserva ancora Fara- sappiamo che la figura dell’usuraio non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma è presente anche tra gli ‘insospettabili’: negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l’indebitamento di famiglie, commercianti ed imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti difficoltà di accesso al credito bancario. Ed è nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto”.

 

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