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Usuraio “amico”: negozianti e professionisti che strozzano milioni di famiglie

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ROMA – Usuraio “amico”: negozianti e professionisti che strozzano milioni di famiglie. Il fenomeno dell’usura in Italia, business da 82 miliardi l’anno, non necessariamente è confinato all’attività criminosa delle varie mafie: sempre più spesso a prender per la gola le famiglie sono figure insospettabili, dal negoziante al commercialista, dall’avvocato al funzionario pubblico, che riescono a sfruttare le difficoltà economiche, oggi acuite dalla crisi, di chi non ce la fa ad andare avanti e necessità urgente di un prestito, di una boccata d’ossigeno. E si fida del generoso amico bravo a dissimulare le sue intenzioni di spietato usuraio.

Le vittime stimate sono tre milioni di famiglie e un’azienda su dieci nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi. E i carnefici, rileva appunto Eurispes, non sono solo le organizzazioni criminali, mafia in testa, ma anche una serie di “insospettabili” che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l’acqua alla gola.

E’ il fenomeno dell’usura, secondo le stime dell’Eurispes che, incrociando una serie di dati, segnala che se le regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le Isole, il pericolo si sta estendendo in maniera significativa anche al Centro Italia e la provincia più esposta in assoluto è Parma, seguita da Crotone, Siracusa, Foggia, Trapani, Vibo Valentia e Palermo. Non è immune nemmeno il Nord visto visto che nella fascia di rischio medio alta ci sono anche Aosta e Biella.

“Le organizzazioni criminali – spiega Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes – hanno ben compreso che l’usura rappresenta un metodo di straordinaria efficacia: da un lato per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, dall’altro per impossessarsi di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti. Tutto questo con rischi più contenuti rispetto a quelli connessi ad altre attività illecite come ad esempio il traffico di stupefacenti”.

“Oggi – osserva ancora Fara- sappiamo che la figura dell’usuraio non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma è presente anche tra gli ‘insospettabili': negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l’indebitamento di famiglie, commercianti ed imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti difficoltà di accesso al credito bancario. Ed è nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto”.