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Vivendi, dopo Mediaset anche Fininvest chiede ai francesi danni per 570 milioni

MILANO – Dopo l’esposto di Mediaset, anche Fininvest cita per danni Vivendi, società francese dei media guidata da Vincent Bolloré, con l’accusa di non aver attuato il contratto siglato in primavera per la vendita della pay tv Medaset Premium e di aver cambiato strategia in corsa.

Fininvest, insomma, fa quadrato intorno a Mediaset, depositando presso il Tribunale di Milano una citazione in cui chiede ai giudici di far rispettare il patto parasociale allegato al contratto firmato ad aprile. Ma il conto che presenta a Bolloré è ben più salato dei 50 milioni di risarcimento chiesti da Mediaset e ammonta, almeno per ora, a 570 milioni di euro.

Nell’atto di citazione Fininvest chiede “in ogni caso il risarcimento dei gravi danni già subiti” correlati fra l’altro “alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell’accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all’esecuzione del contratto, nonché all’evidentissimo danno di immagine“.

Ad aprile il titolo quotava 3,5 euro ed è arrivato a toccare un massimo di 4,07 euro a maggio (riportandosi su livelli che comunque non vedeva da luglio 2015). Il 26 luglio, quando la stessa Mediaset rende noto che Vivendi intende “acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile” il titolo ritraccia e torna sulla soglia dei 3 euro arrivando ad agosto sui minimi degli ultimi due anni (a 2,59 euro). Mercoledì il titolo Mediaset ha chiuso in rialzo del 4,35% a 2,87 euro.

Fininvest da parte sua ha stimato un danno complessivo non inferiore a un miliardo e mezzo di euro ma l’obbligo di esecuzione del contratto stesso resta il suo primo obiettivo. Ora si attende la risposta di Vivendi, che oggi, giovedì 25 agosto, riunisce il suo Consiglio di amministrazione sui conti del secondo trimestre ma, è plausibile, avrà sul tavolo anche il dossier caldo di Premium.

Secondo gli ultimi rumors l’amministratore delegato Arnaud de Puyfontaine potrebbe chiamare in aiuto un fondo che, entrando nella partita almeno in una prima fase, acquisirebbe una quota di minoranza di Premium.