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Edison for Nature, Mainetti: “Guardare all’eco-sostenibilità in tutto quello che si fa”

ROMA – Edison for Nature è il progetto di cinema collettivo promosso da Edison, in collaborazione con Gabriele Mainetti, pluripremiato regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot” e il documentarista Andrea Segre. Abbiamo intervistato Mainetti in merito all’iniziativa. Ecco cosa ci ha raccontato il regista.

Cinema e sostenibilità, un connubio sempre più stretto. Quanto è importante il corretto e consapevole utilizzo delle risorse per ridurre al minimo l’impatto ambientale di un film?

G. M. “Purtroppo non è una questione che riguarda solo il cinema. Si dovrebbe guardare all’eco-sostenibilità in tutto quello che si fa. Certo, nel cinema c’è ancora molto da fare e i problemi sono tanti. Pensate solo alla quantità di bottigliette d’acqua che vengono distribuite tutti i giorni sul set, grande spreco di acqua e di plastica. O, ancora, quante automobili vengono utilizzate, solo perché ogni star vuole la sua, e non si tratta ancora di auto elettriche. Con il passaggio al digitale abbiamo ridotto l’utilizzo di energia, oggi esistono macchine da presa con una sensibilità maggiore e quindi un minore necessità di luci. Sarebbe necessario seguire veri e propri protocolli che permettono di ridurre i danni all’ambiente. Edison è stata la prima a proporli in modo intelligente. La direzione da seguire è questa”.

Cosa consiglia a chi decide di partecipare al contest Edison for Nature?

G. M. “Invito tutti a prenderlo come un gioco, come un gioco utile, a non intimidirsi nel dire la propria. Invito a divertirsi, perché in ballo ci sono soluzioni. Credo si dovrebbe puntare sulla semplicità, e vivere questo contest come uno spazio nel quale condividere le proprie idee e rispondere al proprio bisogno di fare qualcosa per risolvere il problema”.

Un progetto artistico collettivo che parte dalla rete è una sfida innovativa e affascinante ma non priva di rischi, con quale spirito l’affronta?

G. M. “Amo questo progetto, e non solo perché la questione mi sta veramente a cuore. Io e Andrea Segre saremo solo due tecnici e metteremo a disposizione le nostre competenze, ma mi piace che il progetto sia collettivo, credo che le idee di tante altre persone mi insegneranno moltissimo sulla questione”.

Da Leonardo Di Caprio a Matt Damon: sono ormai molte le star “eco friendly”, che usano la loro visibilità per mettere in guardia dagli effetti del cambiamento climatico. Lei ha un suo punto di riferimento?

G. M. “Sicuramente Leonardo Di Caprio. Lo trovo coerente, è eco-frendly per davvero nella vita di tutti i giorni, e si vede anche nella scelta dei film che interpreta”.

Si è definito un “romano doc”. Considera la sua città sufficientemente “sostenibile”?

“Assolutamente no. Roma è un disastro totale e mi piange il cuore. Ha i parchi più grandi d’Europa, ma sono ridotti in condizioni pietose. Con Carlo Santamaria, abbiamo girato un video a Colle Oppio a fine estate. Un parco bellissimo che dà le spalle al Colosseo. Era sporchissimo, e il nostro video ha avuto un effetto, l’hanno ripulito. Qualcosa, dunque, si può fare….”.

Come è cambiata la sua vita dopo il clamoroso successo di Lo chiamavano Jeeg Robot?

G. M. “Tutto sommato no, è sempre la stessa… la mia compagna era una mia fan prima quanto adesso. Certo, prima avevo l’angoscia di non lavorare, ora ne ho altre. Essendo stato accolto molto bene anche dalla critica, c’è grande aspettativa, tutti stanno aspettando, e ho paura di non fare la cosa giusta…. Ora desidero riposarmi, sono sei anni che lavoro su Jeeg Robot, prima come produttore, poi come regista. E non è ancora finita, ora il film sarà in Germania e in Francia e dovrò accompagnarlo. Non voglio adagiarmi, stare comodo, non vedo l’ora di partire con il prossimo progetto, in fondo la vita è cambiamento, movimento”.

COME PARTECIPARE A EDISON FOR NATURE: clicca qui.