Blitz quotidiano
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Banche Veneto-Vicenza 9 mld persi. Da “spartirsi” in 200mila

Banche: il bilancio amarissimo delle due popolari Veneto e Vicenza. i 200mila soci contano perdite reali per l’80-90% del capitale investito

ROMA – Banche: le due popolari Veneto e Vicenza, in due anni di crisi nerissima, hanno bruciato circa 9 miliardi di euro, un debito vero che va spartito tra 200mila soggetti,  tanti quanti sono i soci dei due disastrati istituti di credito.

L’amaro bilancio mette in questione la vecchia gestione delle due banche, per decenni guidate da Gianni Zonin (Banca popolare di Vicenza) e Vincenzo Consoli (Veneto Banca), costretti al passo indietro dopo le verifiche della Bce su una malagestione che ha condotto al quasi azzeramento del capitale.

Popolare di Vicenza. I risparmiatori che hanno sottoscritto le ricapitalizzazioni comprando i titoli a 62,5 euro l’uno scoprono che oggi sono valutati 6,3 euro. Soldi peraltro virtuali, perché il diritto di recesso è sospeso. Ma l’istituto vuole convincerli a sottoscrivere un nuovo aumento da 1,7 miliardi e per indorare la pillola offre incentivi e premi fedeltà.

Veneto Banca. Anche qui i risparmiatori si ritrovano con un pugno di mosche in mano: un capitale iniziale di 10mila euro vale oggi al massimo 2mila toerici. Il titolo vale 7,3 euro contro i 30, 5 del 2015 e i 39,5 del 2014. Un taglio secco dell’80%. “Un bagno di sangue per chi ha sottoscritto le azioni ai picchi massimi degli ultimi aumenti di capitale. Una perdita secca ben superiore del 60% per gli azionisti di vecchissima data”, rileva Fabio Pavesi del Sole 24 Ore.