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Bollette più care in arrivo: luce +4,3%, gas +1,9%

ROMA – Bollette più care in arrivo: dopo sei mesi di calo i costi di luce e gas per gli italiani saliranno rispettivamente del 4,3% e dell’1,9%. Nonostante l’adeguamento, il risparmio complessivo nei 12 mesi dell’anno ‘scorrevole’ rimane di oltre 70 euro.

Per l‘elettricità, la spesa per la famiglia-tipo nei 12 mesi compreso il periodo oggetto dell’aggiornamento sarà di circa 503 euro, con un calo del -0,6% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un risparmio di circa 3 euro. Per il gas la spesa della famiglia tipo nello stesso periodo sarà di 1.068 euro, con una riduzione del -5,9%, corrispondente a un risparmio di 67 euro.

Nel terzo trimestre, la dinamica del prezzo dell’energia elettrica, spiega l’Authorità per l’Energia, è sostanzialmente dovuta all‘incremento della componente di approvvigionamento, che risente in parte delle stime riviste al rialzo per i costi di acquisto della materia prima nel secondo semestre dell’anno, ma soprattutto della significativa crescita dei costi di dispacciamento, cioè dei costi sostenuti dal Gestore della rete (Terna) per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico. Sostanzialmente stabili i costi per la copertura degli oneri generali di sistema.

La variazione nel gas, dopo le forti riduzioni dei primi due trimestri dell’anno, è legata ad una leggera crescita del prezzo della componente ‘materia prima’, dovuta all’aumento delle quotazioni gas attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre, e ad un limitato adeguamento della componente di distribuzione e misura nella parte a copertura degli interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle rinnovabili nel settore gas.

 

Ma l’Authority, spiega Luca Pagni su Repubblica, sospetta che ci siano state “strategie anomale adottate dai diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica, sia in sede di programmazione di immissione e prelievi, sia in sede di offerta di servizi di dispacciamento”. In altre parole, l’Authority sospetta che gli operatori si siano messi d’accordo per favorire l’aumento dei prezzi in un momento in cui spesso le centrali elettriche lavorano in perdita o non lavorano del tutto.

Per questo l’Autorità per l’Energia ha fatto sapere di aver “avviato un procedimento intimando la cessazione immediata delle condotte anomale ancora in corso e prevedendo l’eventuale adozione di altre misure regolatorie, riservandosi inoltre di avviare procedimenti sanzionatori per l’accertamento di eventuali violazioni”. Il dossier è finito anche sul tavolo del presidente dell’Antitrust che potrebbe a sua volta aprire una indagine su possibili comportamenti contrari alle regole del libero mercato.


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