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Bollette, Tar: “Ok ad aumenti ma piano per rimborsi passati”

MILANO – Bollette, sì agli aumenti per le prossime ma piano per i rimborsi degli aumenti passati non dovuti. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, che ha invitato l’Autorità per l’Energia ad “adottare, entro 40 giorni” un “provvedimento” con il quale “siano predeterminate le modalità per la liquidazione e la corresponsione automatica” ai clienti dei “rimborsi spettanti” se nel giudizio di merito, rimandato al prossimo febbraio, i rincari delle bollette saranno bocciati.

Con l’ordinanza i giudici hanno disposto quella che loro stessi definiscono una “misura cautelare atipica”: da un lato, scrivono infatti che è “impregiudicata l’efficacia dei provvedimenti impugnati”, ossia i rincari del trimestre luglio-settembre tornano ad essere validi; dall’altro lato, però, il Tar impone all’Autorità per l’Energia di adottare entro 40 giorni “dalla comunicazione o dalla notificazione della presente ordinanza, un apposito provvedimento, ad efficacia subordinata all’accoglimento del ricorso, con il quale siano predeterminate sin d’ora le modalità per la liquidazione e corresponsione automatica, senza necessità di apposita richiesta da parte dei clienti finali, dei rimborsi spettanti a questi ultimi in caso di esito favorevole della controversia”. Controversia non ancora definita nel merito e il cui esito è “incerto”.

Lo scorso luglio il Tar lombardo aveva sospeso gli aumenti scattati in quello stesso mese e contestati dai consumatori per le speculazioni sul mercato del dispacciamento.

Il 29 luglio il Tar della Lombardia aveva deciso di sospendere provvisoriamente gli aumenti scattati il primo luglio (+4,3% del prezzo dell’elettricità). Una condizione transitoria, in attesa che proprio in questi giorni e i giudici amministrativi prendessero una decisione sul merito.

Gli aumenti dell’elettricità deliberati dall’Autorità dell’energia per il terzo trimestre e scattati il primo luglio luglio scorso erano finiti nel mirino dei consumatori, che denunciavano la presenza di speculazioni sul mercato all’ingrosso come motivo principale per il rialzo dei prezzi. Il Codacons aveva presentato un esposto, accolto il 20 luglio dal Tar della Lombardia, che aveva così deciso di sospendere gli aumenti.

 

 

 


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