Energia

Cpl Concordia, ex vertici coop prosciolti dalle accuse: su fotovoltaico in Puglia rispettavano le regole

Cpl Concordia, ex vertici coop prosciolti dalle accuse: su fotovoltaico in Puglia rispettavano le regole

Cpl Concordia, ex vertici coop prosciolti dalle accuse: su fotovoltaico in Puglia rispettavano le regole

Sugli impianti di fotovoltaico in Puglia la cooperativa Cpl Concordia ha rispettato le regole. Per questo sono stati prosciolti dalle accuse gli ex vertici di Cpl, fra i quali lo storico presidente Roberto Casari. La procura di Modena li aveva accusati di reati come associazione a delinquere, falsità ideologica in atto pubblico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il giudice per l’udienza preliminare ha respinto tutte le accuse prosciogliendo tutti gli indagati.

Nell’inchiesta su otto impianti fotovoltaici appartenenti a dieci società con sede a Concordia (Modena), Bologna, Brescia e Cremona. Secondo la Guardia di Finanza gli impianti avrebbero violato le normative urbanistiche della Regione Puglia. A sua volta la Puglia, per incentivare l’installazione delle mini centrali solari, aveva aumentato fino a 1 megawatt (1000 kilowatt) – partendo da una potenza molto minore – il limite massimo entro il quale era sufficiente presentare una “Scia” (Segnalazione certificata inizio attività), evitando le complesse procedure per l’autorizzazione unica.

San raffaele

Le norme Gse (Gestore dei servizi energetici) sugli incentivi pubblici per le energie rinnovabili vietano di concentrare in un’area agricola campi contigui di una stessa proprietà. Problema che – secondo le accuse respinte dal gup di Modena – Cpl avrebbe aggirato intestando gli impianti a più società. Riporta la Gazzetta di Modena:

Gli impianti avevano infatti una potenza installata di 998,29 kilowatt, appena al di sotto della soglia limite e per di più in grado di intercettare maggiori contributi-rimborsi del Gestore Servizi Energetici (Gse spa) la società del ministero dell’Economia e delle Finanze che segue queste procedure. Il Gse aveva valutato il danno economico in circa 18 milioni di euro.
Danno economico che ora viene rivendicato dalle persone prosciolte, come dice l’avvocato Giorgio Pighi: “C’è stato un danno economico per chi era coinvolto in questo business”.
Soddisfatto, invece, Roberto Casari, finito nell’inchiesta con l’altro ex presidente Mario Guarnieri, l’ex dirigente finanziario Maurizio Rinaldi, Claudio Bonettini (assolto dopo il rito abbreviato), direttore generale operativo di Cpl quando è esplosa l’inchiesta, Fabrizio Tondelli, direttore sviluppo estero e Luca Costa, responsabile dell’ufficio legale. “Ho vinto la prima battaglia contro la giustizia”, ha chiosato Casari, facendo riferimento ai processi che tuttora lo vedono coinvolto.

Accuse crollate al vaglio del Gup del Tribunale di Modena, Andrea Romito, che ha prosciolto Casari e gli altri ex vertici di Cpl Concordia da tutte le imputazioni perché il fatto non sussiste. Respinta così una tesi accusatoria che aveva portato prima alla richiesta di custodia cautelare (poi revocata dagli stessi pm di Modena), quindi al sequestro di quasi 16 milioni di euro.

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