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Enel Green Power integrata in Enel al 98,8%

L'assemblea di Enel Green Power ha approvato l'integrazione in Enel, cui seguirà il delisting del titolo della società delle energie rinnovabili.

ROMA – L’assemblea di Enel Green Power ha approvato l’integrazione in Enel, cui seguirà il delisting del titolo della società delle energie rinnovabili. Il progetto di scissione parziale non proporzionale di Enel Gp in favore di Enel (questo il nome tecnico dell’operazione) è stato approvato con il 98,86% del capitale presente. Oggi alle 17 è in programma l’assemblea dell’Enel, chiamata a dare il proprio via libera all’operazione. L’assemblea di Enel Gp ha anche approvato la nomina di Francesca Romana Napolitano in cda.

L’operazione prevede che le attività italiane rimangano in capo a Egp Spa, che diventerà interamente controllata da Enel e verrà delistata. Le partecipazioni estere, in capo a Egp International, verranno assegnate a Enel. Gli attuali azionisti di Enel Green Power riceveranno azioni di Enel di nuova emissione, con un rapporto di cambio di 0,486 azioni Enel per ciascuna azione EGP portata in concambio ed Enel comprerà tutto l’invenduto a 1,78 euro per azione, ma per un massimo di 300 milioni, anche se Enel si è riservata la facoltà di superare questo limite. A cose fatte, quindi, il Tesoro potrebbe scendere dall’attuale 25,5 al 23,5% del capitale dell’Enel.

L’integrazione di Enel Green Power in Enel, e il conseguente delisting della controllata delle rinnovabili, “non segna la fine del progetto Enel Gp, ma un elemento di preparazione per uno stadio successivo, necessario per rispondere al mutato contesto energetico mondiale”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Enel Gp, Francesco Venturini, nel corso dell’assemblea straordinaria che ha approvato l’operazione.

“Il gruppo Enel – ha proseguito Venturini – riconosce la centralità delle rinnovabili e quindi l’operazione si presenta come un passo necessario per rispondere alle esigenze di un mercato dell’energia sempre più articolato”, con “concreti benefici e opportunità per la società e per tutti i suoi azionisti”. Quanto alla tempistica, Venturini ha detto che, se l’operazione verrà approvata, “l’efficacia della scissione è prevista entro il 31 marzo”.