Blitz quotidiano
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Eni, Claudio Descalzi: “In Libia vogliamo competere”

NEW YORK – La situazione in Libia è preoccupante, ma sta migliorando. A dirlo è Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, che spiega di voler competere come società petrolifera nel paese dove il nuovo governo si è installato e nonostante la minaccia dell’Isis ci sono segni di miglioramenti. Descalzi ha poi commentato il Brexit, sottolineando che serve un’Unione europea unita, perché “è più forte insieme, soprattutto dal punto di vista energetico”.

L’amministratore delegato di Eni è arrivato a New York per incontrare gli investitori e parlando della situazione in Libia ha dichiarato:

“C’è preoccupazione, il paese che si sta ricostituendo. L’Isis potrebbe rallentare questo processo. Spero che la Libia riunita sia la risposta al terrorismo. Si avvertono comunque segni miglioramento. Il governo si sente, si è installato. Il nuovo primo ministro è trasversale. C’è un interlocutore. In Libia vogliamo competere. E’ brutto essere monopolisti in un momento di difficoltà, più società petrolifere ci sono meglio è”.

A chi gli chiede cosa pensi del Brexit, Descalzi risponde che l’Unione europea

“è più forte insieme, soprattutto dal punto vista energetico. Serve una Ue unita”.

E parlando dei prezzi del petrolio, ha evidenziato che sono

“dominati dai fondamentali. Agli investitori ‘devo dire loro cosa stiamo facendo, quali sono i nostri progetti in un contesto come quello attuale – precisa Descalzi – ricordando che l’Eni ha abbassato il break even a 27 dollari al barile”.

L’ad di Eni ha anche parlato della trattativa per la cessione di Versalis

”sta andando avanti. Vedremo nel prossimo mese, mese e mezzo se si chiuderà. L’Eni rimarrà dentro. Stiamo cercando un partner per continuare a investire e sviluppare la società, questo lo vogliamo fare bene. Stiamo verificando la parte degli investimenti, stiamo analizzando tutto quello che va analizzato in una transazione come questa”.