Energia

Libia, Descalzi: “Se Eni se ne va, danno enorme per Paese”

Libia, Descalzi: "Se Eni se ne va, danno enorme per Paese"

Libia, Descalzi: “Se Eni se ne va, danno enorme per Paese” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “Alla Libia, oggi, Eni fornisce il 100% del gas per generazione elettrica e il 50% per le utenze domestiche. Mai pensato di lasciare, neanche nei momenti più critici. Garantiamo l’energia a tutte le parti in causa, ma soprattutto a tutta la popolazione. Se lasciassimo, faremmo un danno al Paese“. Lo afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio DeScalzi, ad Avvenire, sottolineando anche come per arginare le migrazioni investire in Africa è “l’unica strada da percorrere”: l’Italia e l’Europa “hanno bisogno di diversificare le fonti di approvvigionamento, devono investire e produrre in Africa, dove il gas è vicino. Funziona tuttavia solo se non vai lì unicamente per esportare, ma per creare sviluppo”.

DeScalzi risponde anche sull’inchiesta su Viggiano: “Il caso della Basilicata mi ferisce perché è uno sviluppo standard che facciamo anche in altri Paesi, ma che in Italia ha richiesto persino un maggior numero di autorizzazioni e controlli, ministeriali e regionali. Investiamo oltre un miliardo di euro l’anno per la sicurezza e l’ambiente, siamo i primi al mondo e ci viene riconosciuto”. “Chiederemo – aggiunge – una nuova perizia di parte terza per stabilire come stanno le cose”.

San raffaele

Quanto alla necessità di avere petrolio italiano, DeScalzi sottolinea che “i numeri dicono che l’Italia importa il 90% delle risorse energetiche” e “nelle rinnovabili ci crediamo. E investiamo. Siamo però consapevoli che da sole non bastano”. A questo proposito evidenzia che “i sussidi in Europa sono stati scaricati nelle bollette degli utenti, con il risultato di avere un costo dell’energia tre volte più alto. Per compensarlo si è ripreso a bruciare carbone importato a basso costo dagli Usa. Annullando in pratica i benefici delle risorse alternative”. Alla Cop 21 di Parigi “sulla carta c’è stato un grande passo in avanti”, ma è necessario “rendere gli impegni più stringenti”, governando il libero mercato: “Serve – secondo De Scalzi – una Cop 22 per definire le regole comuni vincolanti”.

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