Energia

Termosifoni, obbligo contabilizzatori e termovalvole: proroga di sei mesi

Termosifoni, obbligo contabilizzatori e termovalvole: proroga di sei mesi in vista

Termosifoni, obbligo contabilizzatori e termovalvole: proroga di sei mesi in vista (immagine dal sito del Comune di Roma)

Proroga per l’obbligo di installare termovalvole e contabilizzatori sull’impianto di riscaldamento di casa. Il termine ultimo previsto era il 31 dicembre, ma il governo Gentiloni ha inserito nel decreto “milleproroghe”, tradizionale decretone di fine anno, una proroga di sei mesi, spostando la scadenza al 30 giugno.

A complicare ulteriormente le cose per i proprietari di casa era intervenuto un decreto “correttivo” emanato in estate dal governo Renzi, decreto che, spiega sul Sole 24 Ore, aveva prodotto un duplice effetto negativo:

Il fatto che solo il 16 agosto scorso sia entrato in vigore l’ultimo decreto legislativo correttivo alla già complessa normativa ha avuto due effetti devastanti:
1) ha reso in buona parte fuori norma i lavori già fatti dai condomìni più solleciti, che si erano attivati sulla base delle precedenti normative, anche regionali;
2) ha reso di fatto impossibile la procedura di convocazione dell’assemblea condominiale, votazione della delibera con scelta dell’impresa e relativa esecuzione dei lavori nei soli quattro mesi dell’anno rimasti a disposizione.

Il fatto è che le multe per chi non si fosse messo in regola entro il 31 dicembre erano e sono salate: vanno da 500 a 2.500 euro. Ma non ci sono i mezzi perché le Arpa, le agenzie regionali per l’ambiente, riescano ad effettuare i controlli di massa che servirebbero a far rispettare l’obbligo di installare termovalvole e contabilizzatori. Obbligo previsto dal decreto legislativo 102 del 2014 che recepisce in Italia la direttiva europea 2012/27/UE.

Direttiva che obbliga tutti i condomini con riscaldamento centralizzato – eccetto quelli che abbiano motivati e certificati impedimenti tecnici – a installare termovalvole e contabilizzatori. In particolare, si tratta di installare un contatore di fornitura (in molti casi già presente) in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio.

Inoltre, e qui nascono i problemi maggiori, a cura del proprietario dell’unità immobiliare deve essere installato un «sotto-contatore» per ogni unità immobiliare, adatto a misurarne il consumo energetico. Se questo non è possibile, come accade nei molti edifici vecchi con distribuzione cosiddetta “a colonna”, sempre i singoli proprietari dovranno installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione in corrispondenza di ciascun «corpo scaldante» (classicamente il calorifero) nelle unità immobiliari.

Le buone notizie sulle possibilità di slittamento del termine erano state anticipate da Confedilizia, che da mesi ha cercato di spiegare al Governo che le incertezze normative e il susseguirsi dei decreti (ultimo il 146/2016 , quest’estate) avevano messo milioni di condòmini in una situazione di caos.

«Abbiamo ricevuto assicurazioni dal Governo sulla priorità della proroga – spiega il presidente Giorgio Spaziani Testa – e possiamo dire che l’importanza della questione è stata compresa. Serve, però, un consenso anche informale, ci è stato spiegato, con l’Unione europea, per evitare le procedure d’infrazione, e anche per questo uno slittamento di sei mesi, sino a fin giugno, è più proponibile di un intero anno».

Spaziani Testa è ottimista sull’esito finale della richiesta «Che sarebbe opportuno trovasse spazio nel decreto “milleproroghe”, in modo da rassicurare tutti i cittadini coinvolti». Del resto, aveva dichiarato lo stesso Spaziani Testa al Sole 24 Ore, «anche in Francia il riferimento per completare le installazioni è il 2017. Se si interpreta bene il testo della direttiva diventa possibile utilizzare almeno i primi mesi del 2017»

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